Il capitano della Virtus – Andrea Michelori – è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco le sue parole:

L’atteggiamento della squadra è positivo, sono tutti bravi ragazzi e su questo non ci piove. Poi è chiaro che vincere aiuta a vincere, perciò dobbiamo superare al più presto questo momento, e che sia da sprone per migliorare, e non un alibi o una scusa. Guardiamo avanti, e ripartiamo già dalla prossima.
Sapevamo che non si poteva sempre vincere. A volte siamo stati anche fortunati, penso all’ultimo tiro di Piacenza o all’altalena con la Fortitudo. Anche se sono fortune che ci siamo andati a cercare. Adesso abbiamo perso qualche partita nel finale, pagato per gli infortuni, qualche scusa possiamo averla. Però, se vogliamo arrivare ai playoff in condizioni ottimali per giocarcela, sappiamo di dover migliorare ancora.

Bruttini è ancora alla ricerca della forma migliore. È solo all’inizio, non voglio dare giudizi su di lui, anche perché per esempio a Treviso è stato un match difficile per tutti, considerato il loro impatto fisico. Ce la siamo giocata con la difesa, mentre stiamo pagando un calo in attacco. Ci serve lavorare su questo in allenamento.

Senza Lawson a Michelori è toccata quasi mezzora in campo, dall’alto dei suoi 39 anni da compiere il 20 febbraio. Ero un po’ cotto, qualche acciacco ce l’ho, ma non mi tiro mai indietro, è una mia prerogativa. Potevo fare qualcosa meglio, dentro di me in alcuni momenti pensavo di non voler commettere cavolate. In generale, adesso ci serve allenarci tutti insieme, un’altra cosa per la quale adesso non riusciamo a essere al 100%. Nel nostro momento difficile, l’allenamento sarà fondamentale.

Perdere il primo posto non dovrebbe avere particolari ripercussioni sul piano psicologico. Siamo partiti con l’idea di disputare una buona stagione, crescere i giovani con l’aiuto dei veterani. Sapevamo che non poteva durare in eterno. D’altronde la stessa Fortitudo dell’anno scorso insegna come si possa arrivare in fondo anche partendo settimi. Perdere non è piacevole, ma ci può aiutare a crescere e a capire quali difficoltà troveremo nei playoff. La posizione finale è importante, però i playoff sono un campionato a parte.

Anche la coppa lo è. Ci piacerebbe fare bene in casa, è una buona occasione per migliorare ancora, ci può essere d’aiuto per i playoff. Poi sarebbe bello aggiungere un trofeo al palmares, davanti al nostro pubblico.

D’altronde questa Segafredo non è certo tutta da ricostruire. Non siamo mai crollati, nessuna sconfitta è stata tragica, ce la siamo giocata sempre fino in fondo. Ora cerchiamo di andare avanti e uscire da questo momento. Sapevamo che non si poteva sempre vincere.

Sfruttando le prossime tre gare, più abbordabili. Sono un’occasione per ripartire, ma lo era anche Treviso, per quanto dura. Dobbiamo solamente continuare a provarci

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