n tempi recenti, è capitato che si giocasse il giorno di Natale. In tempi molto meno recenti, invece, fu programmata una doppia e inusuale partita nel giorno di San Silvestro. Correva l’anno 1994, e prima fu irradiata in tv la partita della Fortitudo a Pesaro (prima contro seconda), coi biancoblu che persero 79-78 dopo aver dominato, abbattuti dai colpi di Antonello Riva e Corey Gaines, a seguire ci fu l’altro big match, tra la Virtus e Benetton Treviso. La Virtus veleggiava nelle zone altissime della classifica, mentre Treviso arrancava un po’ indietro, anche se aveva da poco inserito il giocatore che cambiò la stagione biancoverde, quell’Orlando Woolridge passato poi anche in Virtus – con fortune decisamente minori – e prematuramente scomparso alcuni mesi fa.
Teoricamente la Virtus era favorita, ma quel giorno coach Alberto Bucci era privo di Danilovic e Coldebella, ovvero il miglior realizzatore e il miglior difensore della squadra. E infatti nel primo tempo la Benetton semplicemente dominò, chiudendo avanti di 11 punti con Naumoski e Woolridge semplicemente inarrestabili.
Sembrava tutto scritto, ma poi arrivò Alessandro Abbio. Arrivato da Torino, dove in A2 ventelleggiava senza problemi, il 23enne piemontese fino a quel momento era stato ai margini delle rotazioni, chiuso da veri e propri mostri sacri come Danilovic, Brunamonti e Coldebella. Pochi minuti in campo, e una sola volta in doppia cifra.
Il campione però sa cogliere il momento opportuno per emergere, e lui lo fece. In quella partita di San Silvestro fu semplicemente inarrestabile. 7 su 10 da due, con quel tiro particolarissimo “a una mano sola”, 11 falli subiti a 16/16 ai liberi. 33 punti, 44 di valutazione, una partita semplicemente dominata. Un duello con Naumoski da consegnare agli annali, e i primi accenni anche di quella che poi sarebbe stata la sua caratteristica peculiare, la difesa durissima. Per la cronaca la Virtus vinse 92-85 dopo un supplementare, e mesi dopo la sfida con Treviso si ripetè, col medesimo risultato, in finale scudetto, per il terzo tricolore in fila delle Vu Nere. Ma da quella partita dicembrina tutti seppero di poter contare su Alessandro Abbio, che a Bologna giocò otto stagioni, diventando capitano e perno fondamentale della Virtus, e vincendo tutto quello che un giocatore può vincere.

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