Matteo Boniciolli voleva un colpo di fortuna, ma Roseto non è bottega dove andare a chiedere oggettistica del genere. Così, la Fortitudo esce sconfitta da una partita dal grande spettacolo fuori dal campo, con gemellaggio tra tifosi e sbandieramento collettivo, ma che sul parquet non ha dato tanti motivi di gioie, se non il fatto di aver mantenuto la differenza canestri e aver dimostrato la capacità di non abbassare la guardia anche finendo sul -11 dopo tre quarti. Ma non è bastato, perché troppi giocatori sono sembrati poco connessi, specie in attacco: così Roseto, senza bisogno di goleade offensive, se l’è portata a casa.

Partenza di caos collettivo, come a voler correre su una macchina che non ha le ruote ben avvitate, ma ci mette un attimo, la Fortitudo, a fare il 10-0 di parziale, sulle ali della propria quota statunitense, e vergar 16-4 dopo 6’. Gioie effimere, perché ai primi girar di cambi, specie quello che panchina Raucci, Bologna non trova più la stessa verve. Boniciolli li cambia tutti, ma 10 era il break F, 10 i giocatori F mandati in campo, 10 il controbreak rosetano davanti ad una avversaria che difende ma ogni tanto qualcosa lo concede. 16-14 Bologna al 10’.

Il blackout continua, Roseto continua a spadroneggiare con giro di palla e sfruttamento di qualche sparso spaesamento bolognese. Così arriva lo svantaggio, 27-21, con il parziale per l’Abruzzo che dice 21-5. Si deve tornare al black power, e la risposta è quasi immediata: Flowers corre, Raucci tampona, Daniel fa da faro d’Alessandria, e un minimo l’inerzia cambia. Non che torni a Bologna, ma se non altro resta a metà strada, così al 20’ è 35 pari, tra una sinusoide e l’altra.

C’è più equilibrio, dopo, ma con sempre qualcosa che manca nella Fortitudo per riuscire a stare dietro ad una Roseto sfarfallante ma, comunque sia, più concreta. Così, specie considerando le brutte percentuali dall’arco, Bologna piano piano perde la ruzzola, anche perché di là Allen qualcuno accanto per dargli una mano lo trova, da questa parte della faccenda invece si va troppo a sprazzi, segnando poco e senza continuità. Ergo, Roseto si diverte, e fa 60-49 al 30’.

Annegata a -11, la Fortitudo di punto in bianco trova tutte quelle triple che le erano mancate in precedenza, e continuando a seminare sulle fertili terre di Flowers e Daniel la rimonta arriva, piano piano, pur pagando qualcosa dietro. Si rientra, 70-67 a 3’ dalla fine, ma alla fine quel che non si dovrebbe sbagliare mai diventa, invece, motivo per mordersi le mani: Flowers fa 0/2 dalla lunetta, Carraretto forza due volte dall’arco, e malgrado Daniel continui instancabile a mettere cesti non arriva mai l’azione, davanti o dietro, che possa in qualche modo cambiare il trend dello sprint.

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