Alla vigilia della trasferta di domani a Jesi (ore 18, diretta TV Nettuno e LNP Pass), le parole di Matteo Boniciolli.

Come sta la squadra? Amoroso è pronto? “Amoroso gioca, ma non è pronto. Viene da una attività intermittente negli ultimi 5 mesi e questa è la prima settimana completa di allenamenti che fa. Sicuramente, come abbiamo visto a Legnano e Treviso, un Amoroso a mezz’ora servizio è decisivo per la categoria.
Dispiace perché dopo la tripla di Flowers speravamo che fossero arrivati segnali positivi in termini di fortuna, invece abbiamo perso il miglior difensore della squadra e, secondo me, del campionato e siamo di fronte all’ennesimo rivoluzione.
Lopez mi ha fatto una statistica, e su 26 partite giocate, con la squadra pensata in estate abbiamo fatto 5 partite, che sono il 19%. È poco, e con Radic diventano il 30%. In sostanza per il 70% delle volte abbiamo cambiato struttura e quindi ci meritiamo di stare dove siamo e meritiamo di andare ai playoff. All’andata soffrimmo molto Gueye e il problema venne risolto da Raucci, ma siamo ancora una volta qui a dovere ridisegnare la squadra per le ultime 4 partite, anche in termini di scelte difensive e quintetti. Questo è l’unico reale problema che affrontiamo.
Entrambe abbiamo motivazioni forti, perché loro non vogliono essere coinvolte nei playout e quindi le componenti della gara sono piuttosto significative.”

Si dice dalle tue parti “non spendere la Mona ma tienine un po in tasca”, l’hai chiesto a Valerio? “Amoroso è molto coinvolto e sicuro di se stesso e come mi è capitato in altre situazioni, mi arricchisce avere confronto con una persona che ha forte personalità, perché è anche uno stimolo in più per me. Mi sarebbe piaciuto di più avere Amoroso con Raucci. Inserire un giocatore in un organismo rodato come il nostro non è facile, in più se contemporaneamente se ne toglie uno, diventa ancora più difficile. Il lavoro difensivo di Raucci, va rapportato al fatto che perdiamo il miglior difensore che abbiamo e restituiamo 15 punti agli avversari. Con Amoroso guadagnamo in personalità e punti di riferimento offensivi, ma senza Raucci perdiamo un giocatore che non ha mai fatto sentire la difficoltà di marcare gli esterni americani del campionato. Vedremo come reagirà la squadra, ricominciamo per la sesta volta con un assetto completamente diverso. I giocatori e la società sono stati bravi ad andare oltre i problemi che si sono sempre presentati.”

Come hai lavorato per “sostituire” Raucci? Pensi anche ad Italiano da 3? “L’emergenza ti costringe ad accelerare. Quando l’ho conosciuto, dissi ad Italiano che il suo destino era di diventare un’ala piccola e quindi fin da subito abbiamo lavorato per farlo crescere, sopratutto quest’anno con Comuzzo. Lui in allenamento gioca anche da ala piccola, ci crede molto e io credo che in questo momento di negatività possa venire fuori ed è un giocatore significativo. Se io l’anno prossimo allenassi in A1 e avessi margine di scelta, penserei a Italiano come ala piccola. Domani, però, La prestazione difensiva di tutti i “piccoli” sui loro esterni sarà molto importante perché dovranno rimpiazzare il lavoro di Raucci.”

(Photo by Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Eternedile Bologna)

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