Parlando ai microfoni di Nettuno TV il coach della Fortitudo Matteo Boniciolli ha fatto il punto della situazione della squadra al termine del ritiro di Lizzano.

Ecco le sue parole: Ci sono ovviamente ancora tante cose da fare e da introdurre. Ma di solito in questa fase della preparazione ci sono dele sbavature, è normale che sia così. Invece qui i ragazzi sono stati bravissimi, e oltre al grande impegno fisico hanno messo da subito un grande impegno mentale. Quando vado a dormire la sera non vedo l’ora di svegliarmi per lavorare ancora con questa squadra.

L’anno scorso prima di venire a Bologna ho seguito molto la A2, vivendo a Trieste. E’ un campionato tosto, difficile, con giocatori italiani giovani e vogliosi di mettersi in mostra e buoni americani dal sommerso. Però va detto che i concetti base del gioco sono tutti analoghi, e la difesa a metà. E se noi decidiamo di giocare come gli altri siamo nelle mani del Signore.
Invece tentiamo – senza presunzione – di giocare un basket un po’ diverso, allungando la difesa su 28 metri, coinvolgendo 12 giocatori e facendo sentire tutti responsabili. Cerchiamo di proporre la stessa pallacanestro vista negli scorsi mesi.

Campogrande e Rovatti potranno ritagliarsi lo spazio che l’anno scorso ha avuto Candi? Onestamente non voglio esagerare, ma Leonardo è un caso a parte, è una perla rara che va coltivata con amore e attenzione.
Campogrande e Rovatti sono due paradigmi della pallcanestro italiana di oggi.
Rovatti è un giocatore di scuola, ha fatto tutto il settore giovanile a Reggio Emilia e conosce la pallacanestro, sa cosa fare e come; però rispetto ai nostri standard non ha ancora capito quanta energia deve metterci.
Campogrande è più spontaneo, da campetto, però ci mette un’intensità pazzesca, e ha voglia di imparare.
Sono giocatori di taglia europea, questo mi fa ben sperare. Lavoreranno anche con Bebo Breveglieri nella under 20, credo che in un anno possano diventare giocatori che potranno darci una mano significativa.

La festa e il camp? Quando allenavo nell’ex Unione Sovietica, in Kazakistan, ho visto una pallacanestro di grandi investimenti, ma dove manca il senso della comunità. Qui invece a Lizzano c’è stato il raduno prima squadra, delle giovanili e anche un camp per ragazzini nella stessa settimana. Oggi durante la partita abbiamo coinvolto anche il quintetto dei ragazzi per dare un senso di continuità a quello che stiamo facendo.

Nella stessa occasione ha parlato anche il viceallenatore Stefano Comuzzo: Il campionato è durissimo, con una sola promozione su 32 squadre, una cosa allucinante. Però abbiamo la consapevolezza che possiamo fare cose impensate. Abbiamo messo come obiettivo i playoff, ma non vogliamo porci limiti, di ragazzi che giocano con questo desiderio e questa intensità non ne ho visti tanti in tutta la mia cariera. Bisogna andarci coi piedi di piombo, anche perchè credo ci sia una differenza notevole tra le squadre top del campionato e le altre, ma le premesse sono ottime.
Tornare in Fortitudo? Non potevo chiedere di meglio, è la città che amo di più al mondo e la società è unica non solo in Italia ma in Europa. Adesso voglio rispondere nel miglior modo possibile a questa occasione che ho.

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