Massimo Zanetti è stato intervistato da Andrea Tosi sulla Gazzetta dello Sport.
Ecco una sintesi delle sue parole:

La Coppa Italia? Sono consapevole che non ha il valore dei tanti titoli che la Virtus ha in bacheca ma lo considero il primo mattone per costruire il futuro. E poi una vittoria genera sempre positività. E’ quello di cui abbiamo bisogno per tornare grandi.

Perchè tornare nel basket dopo l’esperienza a Gorizia? Perchè c’era da dare una mano alla Virtus, appena retrocessa. Dopo Milano è il club più blasonato d’Italia, oltre ad essere un’eccellenza della città di Bologna. Mi sembrava giusto aiutarla, perciò mi sono adoperato.

La maggioranza relativa è il primo passo per arrivare a quella assoluta? Ho partecipato all’aumento di capitale ma ho subito chiarito che non voglio fare tutto da solo. La mia condizione è che venissi aiutato da altri soggetti economici. Oggi ho il 40%, la Fondazione il 28% mentre le Coop avranno il 30% in sostituzione di un mancato socio.

Perchè con gli altri soci dovrebbe andare diversamente di come andò ai tempi del Bologna? Perchè ho come partner importante il mondo delle Coop. Un sistema economico slegato dai singoli interessi di singoli imprenditori. Le cooperative per definizione fanno più gioco di squadra.

Sul piano operativo? Ci sono già diversi professionisti al lavoro. Io me ne resto fuori, la mia quota sarà rappresentata nel CDA da Baraldi che assumerà il ruolo di consigliere delegato. Mi fido di lui e del presidentissimo Alberto Bucci che per me è un’icona del basket italiano come Dan Peterson e pochi altri.

La squadra? Mi sembra un bel gruppo. Ha fatto un filotto di 11 vittorie dimostrando il suo valore, poi sono arrivate 4 sconfitte dovuti agli infortuni. Adesso ci siamo ripresi e la coppa lo dimostra. Le colonne sono i veterani Rosselli e Michelori. Poi c’è Spissu che dà velocità e dinamismo. Io sono per i giocatori italiani.

Le voci di altre sponsorizzazioni? Ho già smentito qualunque ipotesi di un mio intervento nella Samp. Con la McLaren invece non ho più rapporti. I miei interessi oggi sono concentrati nella Trek Segafredo e sulla Virtus Pallacanestro.

Se dovesse scegliere tra la vittoria in una grande classica e uno scudetto? Lo scudetto fa più audience pubblicitaria, ma per un ciclofilo come me una vittoria di una grande corsa dà emozioni e soddisfazione.

Ha seguito la Virtus del Grande Slam? Certamente, in casa andavo a vederla molto spesso. Mia figlia Laura da sempre è tifosissima delle Vu Nere. Io avevo un debole per Sasha Danilovic.

Vorrebbe subito la Virtus nelle coppe europee? E’ un obiettivo. Ma solo quando saremo tra le prime otto della coppa che vorremmo disputare. Perchè non ci piacerebbe andare in giro a beccare 30 punti di qua e di là come una squadra qualunque. La priorità è salire prima in serie A per essere competitivi al meglio anche in Europa.

Quando sarà possibile ritrovare la Virtus almeno in finale per il titolo? Diciamo che entro 5 anni potremmo farcela.

Un giocatore che vedrei bene nella Virtus del futuro? Mi piace Davide Moretti di Treviso. Ho detto che ho una preferenza per gli italiani. Se sono giovani, tanto meglio.

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