Il coach della Fortitudo Antimo Martino si è raccontato in una lunga intervista a Daniele Labanti sul Corriere di Bologna.
Un estratto delle sue parole.

Non mi sono lasciato condizionare da nessuno. C’erano alcuni giocatori confermati, per il resto ho scelto io gli uomini guardando alle qualità personali e non solo tecniche. I miei colleghi mi chiedevano: come puoi portare Venuto alla Fortitudo? Sapevo quanto vale, lui come gli altri che abbiamo preso, Sgorbati, Benevelli per citarne altri due. Avevo in testa quello di cui avevamo bisogno. Servono alti profili e alti valori per vincere. Per questo tra gli americani siamo andati su Hasbrouck e Leunen.

Siete già in serie A? Abbiamo raggiunto una buona solidità, siamo una squadra forte ma la storia è piena di grandi roster che non hanno combinato niente. Finora siamo stati bravi. Ora dobbiamo finire il lavoro.

Da fuori sembra poco “fortitudino” in un ambiente molto umorale. In realtà sono molto passionale, forse arrivare dopo due uomini di enorme carisma come Boniciolli e Pozzecco mi fa sfigurare al confronto. Sento, però, anche di saper essere lucido e distaccato. Più la pressione sale, e a Bologna è alta, più conta il proprio equilibrio.

Più difficile dare un’identità alla squadra o resistere alla pressione? A Bologna ero arrivato sereno. Poi c’erano mille persone al raduno e il palazzetto pieno durante le amichevoli precampionato. Lì ti guardi attorno e capisci dove sei arrivato. Un po’ di tensione sale. Ho cercato di dare basi solide e di “sentire” la squadra, capire i segnali che mi mandava. I giocatori mi hanno seguito dal primo giorno.

Fra cinque anni dove si vede? Spero in serie A. Vuol dire che ci sono arrivato e ci sono rimasto. Per uno con la mia storia, non sarebbe una conquista banale.
In serie A e alla Fortitudo? Ne sarei orgoglioso. Già lo sarebbe accompagnare là questo club, che rappresenta un ambiente unico e la fetta di una città che ha fatto la storia del basket.

Come si immagina la partita decisiva? L’idea sarà pensare alla partita. E magari lasciare qualche crepa, qualche attimo in cui fantasticare sul come sarà. Anche se si sa come finiscono le stagioni vincenti. È bello immaginare cosa potrà succedere in mezzo alla gente della Fortitudo.

( Foto Fabio Pozzati/ebasket.it )

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