Kelvin Martin è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco un estratto delle sue parole.

Credo che la difesa possa davvero essere una delle caratteristiche di questa squadra, fatta di ottimi giocatori di grande talento e qualità offensive, come Taylor, Aradori o Punter. Mi piace essere un punto di riferimento difensivo, in assoluto mi interessa essere parte di questo gruppo, perché un team diventa forte quando si lavora tutti insieme. Già il mio allenatore di high-school si soffermava molto sul tema difesa, è una cosa che ho imparato a coltivare e credo sia parte integrante della crescita di un buon giocatore.
E’ vero che non va mai in vacanza? Sì, nel senso che per affrontare una buona stagione è necessario non abbassare la guardia mai. Significa tenerti in condizione, fare anche molta attenzione a come mangi, a quanto riposi. Io in questo senso non ho mai mollato, credo faccia parte del percorso di uno che vuol giocare a basket da professionista.
Mi piace scherzare quando sono tranquillo e in relax, allo stesso tempo essere serio e professionale quando mi trovo in palestra e sul campo. Ascoltare il coach quando mi alleno, divertirmi con gli amici. Bisogna farlo nelle cose che si amano, se non ti diverti a giocare a pallacanestro è finita. La stagione è fatta di alti e bassi, devi essere capace di trovare un equilibrio tra questi stati d’animo. Il mio è un mestiere e lo prendo seriamente, senza perdere la felicità di godermelo.

E’ importante essere qui alla Virtus. E’ una situazione che può dare una spinta alla mia camera. Sono stato bene a Cremona, là ho preso confidenza con questo campionato, ho capito meglio quale fosse il mio tipo di gioco, mi è capitato di fare molte cose, curare gli aspetti difensivi e dare il mio contributo nel costruire il gioco di squadra. Oggi posso dire di essere in una società che può darmi molto, aiutarmi a vincere con un gruppo vincente. Perciò l’obiettivo più grande per me è essere qui e cercare il successo. Non significa che vinceremo sempre e tutto quello che c’è da vincere, ma che nella mia mente sento che abbiamo voglia di farlo. Mi può far crescere come giocatore, all’interno di un team in sviluppo. Dare il mio contributo per portare in alto questa Virtus, eccolo il target principale.
Sulle sue schiacciate spettacolari. Non è che abbia preventivato certe giocate. Quando arrivo sul parquet non penso allo spettacolo che produrrò. Penso a fare qualcosa di utile per i miei compagni, a giocare duro, qualcosa che possa aiutare me e loro a vincere la partita. A volte anche un gesto un po’ plateale può dare una carica in più, ma non sono cose che uno cerca forzando. Se arrivano naturalmente possono essere un valore aggiunto.

(Foto di Fabio Pozzati / ebasket.it)

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