Alla vigilia dei playoff NBA Marco Belinelli è stato intervistato da Mirco Melloni su La Stampa.
Ecco un estratto delle sue parole.

Con questa squadra, quando scendo in campo sento di essere totalmente me stesso, riesco a esprimermi al meglio.

Qual è il traguardo? Una partita per volta, sarà scontato ma è ciò che mi insegna l’esperienza. Miami è una squadra tosta, noi abbiamo poca esperienza nei playoff e in gara1 saremo ancora senza Embiid. Abbiamo la consapevolezza di potercela giocare con tutti, ad Est, ma ora le 16 vittorie di fila ce le dobbiamo dimenticare, perché nei playoff inizia un’altra stagione.

Belinelli è uno dei pochi veterani dei Sixers e l’unico ad aver vinto il titolo. In alcune occasioni ho parlato davanti a tutti, in spogiatoio, ed è bello perché sento il rispetto di tutti e ci sono giovani che ascoltano. Saric è un grande giocatore, oltre ad essere simpaticissimo, però non ha mai giocato i playoff NBA e mi sta riempiendo di domande. Lo stesso Markelle Fultz è un ragazzo attento, tutti parlano di Simmons e Embiid, ma emergerà anche lui.

Impressioni su Embiid e Simmons? Embiid è incredibile, se penso che gioca da meno di dieci anni, mi spavento: può diventare un fenomeno assoluto, poi è un ragazzo molto alla mano, educato, a cui piace essere al centro dell’attenzione. Speriamo di recuperarlo presto, in area è determinante. Su Simmons, devo fermarmi un secondo.
Perché? Perché uno così forte, nel ruolo di regista, forse non l’ho mai incontrato. Per gente che fa canestro da fuori, come me e JJ Redick, è una manna dal Cielo, perché Ben mette in ritmo i compagni, è un trascinatore, è un leader silenzioso, ha 21 anni ma fa spesso la cosa giusta. Ora si metterà alla prova nei playoff.

Lo sprint di Philadelphia è arrivato grazie anche a Belinelli. Nei primi mesi della stagione, ogni volta che vedevo giocare Philadelphia rimanevo impressionato, e mi dicevo: ’Non so come ma devo finire in questa squadra, con questa qualità di gioco collettivo posso fare grandi cose’. Per questo due mesi fa, dopo l’arrivo da Atlanta, ero convinto che saremmo esplosi.

In estate ci sarà un nuovo contratto da discutere. Ora penso ai playoff, per il futuro ci sarà tempo. Certo, il sogno sarebbe un buon contratto qui a Philadelphia, perché da tempo non giocavo in un gruppo così forte.

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