Finita nel calderone di metà in una classifica dove, in attesa del recupero di Treviso con la Virtus, solo Roseto è con il record di 5-1, la Fortitudo torna da Mantova con sensazioni contrastanti, e l’impressione di aver fatto, sul campo, meno bene di quanto non abbia poi raccontato a fine gara Boniciolli. Detto che l’allenatore ha sicuramente il polso della situazione meglio degli osservatori, e che non è poi che uno, dopo aver perso, debba avvicinarsi ai microfoni con l’idea di doverli sbranare, di certo la speranza dell’ambiente era quella, dopo sei gare, di essere un po’ superiori al 3-3 di bilancio attuale.

Certo, ci sono stati problemi di ossa e muscoli imprevedibili, e se vogliamo anche far clamorosi titoli sulla bocciatura di Roberts non è che sia qualcosa di giusto (come se fosse la prima volta che uno straniero viene sbagliato). E la sfortuna, forse, è stata quella di avere le due cose in concomitanza: metti Mancinelli ieri, pur lasciando Chris a fare la valigia, e chissà come sarebbe andata. Così, purtroppo, sommando sfighe ad errori di valutazione, è arrivato un ko più pesante agli occhi di quanto non sia apparso al 40’ sui referti, e grandi feste – sui social e su determinati blog – per chi non sopporta l’allenatore. Magari dimenticando che è lo stesso di quattro mesi fa, ecco. E che i conti vanno fatti alla fine, punto e basta.

Ciò non toglie che qualcosa qui deve essere messo a posto, perché non si perde per casualità: questa squadra oggi sembra avere meno fame di quella dello scorso anno, e se è vero che il paragone deve essere fatto anche tra lo scorso novembre e quello di oggi, è vero anche che alcuni soggetti sembrano non aver trovato ancora la giusta continuità, cosa che poteva passare per indulto quando si trattava di esordi, forse un po’ meno oggi. Si difende male, specie sulle prime linee avversarie, si soffre a rimbalzo: che siano questioni figlie di un roster prematuro ci può anche stare, è da vedere se non sia anche il pensare che tante cose possano venire per scontato, a chi in primavera era di colpo diventato pressochè imbattibile. E ora Nikolic: grande curiosità, vedremo.

Shine on you crazy diamond – Candi forse non avrà ancora le stimmate per fare il leader offensivo e il regista senza tremolii, ma intanto trentella: chissà, se con Ruzzier accanto, non si possa vedere la definitiva sbocciatura del Nostro.

Another brick in the wall – Il 35-15 preso nei 9’ centrali del primo tempo, la difesa che ad un certo punto pareva volesse accompagnare i mantovani a canestro. Insomma, cose facilmente deducibili dalle statistiche. Va bene perdere, ma quando non si morde dietro…

(Photo by Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna)

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