Il capitato della Fortitudo Stefano Mancinelli è stato intervistato da Luca Aquino sulla Gazzetta dello Sport in vista della partita di domenica contro Treviso.
Un estratto delle sue parole.

Con Treviso c’è rivalità da sempre. Partite durissime, abbiamo vinto pochissime volte al PalaVerde. Si arrivava spesso a sfidarci in finale, le gare erano sempre combattute e l’atmosfera sia in campo sia sugli spalti era bellissima.
Più del derby? In un certo senso è così, la principale avversaria era diventata la Benetton perché spesso quelle partite mettevano in palio un titolo.

Mi sono ispirato moltissimo a Pittis. I miei idoli sono sempre stati Toni Kukoc e Magic Johnson, ma Ricky è stato uno dei miei giocatori preferiti per la sua capacità di essere decisivo anche senza segnare tanti punti perché faceva sempre le giocate giuste nei momenti più importanti».

Quando parlavo di grandi squadre mi riferivo anche ai loro allenatori. Nel 2002 abbiamo perso contro D’Antoni, nel 2003 contro Messina e nel 2006 contro Blatt. Parliamo di tre dei più grandi coach visti in Europa nell’epoca recente insieme a Obradovic.

C’è stata forte rivalità anche in A2. Il livello ovviamente era più basso ma la rivalità non è cambiata. Ci siamo incrociate due volte nei playoff, loro avevano sempre vinto la regular season ma poi li abbiamo eliminati.

Che partita sarà domenica. La De Longhi è una neopromossa come noi, ma lotta per qualcosa in più della salvezza. Ha un grande leader come Logan. Noi vogliamo riscattare una brutta sconfitta, anche se avremmo firmato per vincere due delle prime tre. Quello di Varese è però un KO che ci può aiutare nella nostra crescita, ci farà stare con i piedi per terra. Il nostro obiettivo è rimanere in Serie A.

(foto Ciamillo)

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