Nel corso della mattinata, Matteo Boniciolli è stato ospite della trasmissione radiofonica “Scusate l’interruzione” in onda su RadioNettuno e condotta da Simone Motola e Marco Merlini tutte le mattine dal lunedì al venerdì. Vi riportiamo le parole del coach della Fortitudo Kontatto Bologna che ha risposto alle domande dei due conduttori radiofonici, come riportate dal sito www.basketcity.net

Sei ancora convinto che la Fortitudo sia ancora la favorita per il salto di categoria o l’avresti fatta un po’ diversa?
Io credo una cosa. Il fatto che la società facendomi molto felice al termine della scorsa stagione mi abbia, di sua spontanea volontà, rinnovato il contratto per altri tre anni, fa sì che io mi sia sentito investito non soltanto della produzione di un risultato immediato. Tutti quelli non intellettualmente disonesti capiscono che una promozione su 32 squadre resta comunque un’impresa particolarmente impegnativa, però io mi sono sentito coinvolto nella costruzione di una realtà che avesse delle basi solide al di là dei risultati. Voi sapete meglio di me che nella pallacanestro si può vincere e perdere per un tiro dalla metà campo all’ultimo secondo, ed è difficile pensare che la valutazione su un gruppo di lavoro e non soltanto su una persona singola, possa dipendere esclusivamente dal fatto che una volta una palla ruota sul ferro ed entra e una volta ruota sul ferro ed esce, il tutto al termine di una stagione di 40-50 partite. E allora, perché sono convinto del fatto di non fare quello che fanno la maggior parte degli allenatori? Non ho detto che avremmo vinto il campionato e soprattutto non ho detto che avremmo vinto la stagione regolare, questo non l’ho mai detto. Ho detto che saremmo stati i favoriti per vincere il campionato e continuo a pensarlo. Continuo a pensarlo su delle basi molto razionali, non emotive e molto serene. Quali sono queste basi? Innanzitutto ho a disposizione una Società che sostiene me, sotiene il gruppo di lavoro e sostiene i giocatori come raramente mi è capitato nella mia vita sia dal punto di vista logistico che dal punto di vista di regolarità nel pagamento degli stipendi e dal punto di vista di disponibilità umana ad accettare dei momenti non facili e queste sono cose che non si trovano spesso. Secondo, le due competizioni che noi giochiamo all’interno di un unico campionato sono completamente differenti, nel senso che noi giochiamo 30 partite in nove mesi e 25 partite in quaranta giorni. Io dico soltanto una cosa, nella singola partita noi non siamo la squadra più forte del campionato, perché ogni squadra ha quello che noi in questo momento non abbiamo e cioè una prima punta, vedi Hasbrouck domenica, che nell’arco di una singola partita impiegato molto a lungo può essere un giocatore decisivo. Quello che io mi chiedo è, ed è la stessa cosa su cui ho ragionato l’anno scorso, Hasbrouck gioca a quel livello per 5 partite in dieci giorni? No, ma non perché non sia bravo, ma perché non è possibile. Allora io credo che l’allestimento di questa squadra, al di là della scelta inevitabile della sostituzione di Roberts con Nikolic, è una scelta di una squadra costruita per affrontare una competizione che è diversa da quella che noi stiamo affrontando in questo momento, perché giocare 5 partite in 10 giorni non è dal punto di vista mentale, fisico e tattico come giocarne una ogni settimana, punto

Il gruppo sente questa pressione?

Ed è positivo o negativo questo? Questa è una città difficile, è fantastica, una città dove vorrei vivere il resto dei miei giorni tant’è che sto cercando casa qui. Vorrei che i miei figli vivessero qua, vorrei che mio figlio grande, che sta finendo le scuole superiori venisse a fare l’Università qua, vorrei che mio figlio piccolo continuasse a giocare qua. Però non è una città semplice. Io ho allenato giocatori di altissimo livello nella mia precedente esperienza in Fortitudo che sono stati triturati da questo clima. Recentemente un giocatore della nostra squadra, è venuto da me e mi ha detto che è in difficoltà. Io gli ho chiesto i motivi e lui mi ha risposto che lo scorso anno qualsiasi cosa succedesse lui andava in giro per città e c’era quella percezione da parte del pubblico che fosse una squadra che combatteva, che si sbatteva e questo anche in momenti in cui non abbiamo giocato benissimo e riceveva incitamenti. Lo stesso giocatore mi ha detto che quest’anno qualsiasi posto in cui vada gli chiedono di vincere. Lui mi ha detto “È la prima volta in vita mia che affronto una situazione del genere” e non è facile. Allora anche in questo, perché io ho detto che eravamo favoriti e sono convinto tutt’ora? Perché all’interno di una selezione, noi stiamo lavorando in due ambiti diversi: quello di cercare di vincere le partite, soprattutto quelle che conteranno e stiamo cercando di costruire un gruppo di italiani che non si abituino mentalmente, a passare la palla agli americani per vincere le partite. Sostanzialmente siccome un amico tanti anni fa mi disse “basta guardare quelli bravi e poi copiare”, non è che poi bisogna avere grande fantasia. Io sto guardando Reggio Emilia. Reggio Emilia ha un gruppo di giocatori italiani costruiti, non è che Della Valle è nato imparato daccordo? Non è che Gentile è nato imparato non è che Aradori è nato imparato, però hanno avuto la consapevolezza di essere entrati in una squadra all’interno della quale i giocatori italiani non avevano ruolo di: A) passare la palla all’americano; B) scuotere gli asciugamani in fondo alla panchina. Per costruire della gente mentalmente abituata ad essere protagonista, bisogna metterli di fronte a delle prove, perché se no non si cresce. Allora, siccome noi abbiamo tra virgolette la fortuna di giocare una stagione regolare all’interno della quale l’unica cosa che conta è entrare nei playoff perché l’anno scorso le prime due in classifica sono uscite, l’anno precedente Verona fa 26 vinte e 4 perse nella stagione regolare, non so se avete idea, poi vince la Coppa Italia semifinale e finale ed esce al primo turno. Allora la storia dice che vincere questo campionato non serve a niente, l’unica cosa che serve è arrivare pronti fisicamente, mentalmente e tatticamente quando la competizione cambia e noi stiamo lavorando per questo. Fatta questa considerazione, è chiaro, che prestazioni come quella di Piacenza sono inaccetabili. Adesso vi faccio un esempio, dovete consentirmi perché mi sono portati i dati. Allora, 21-2 di parziale nel momento più importante della partita a favore degli altri, quelli che hanno vinto; 6/26 da tre punti nell’arco dei 40 minuti e i due migliori tiratori della squadra 0/9 dal campo da tre. Di chi sono queste statistiche secondo voi?

I tuoi migliori tiratori da tre punti teoricamente dovrebbero essere Montano e Nikolic… Sai di chi sono queste statistiche? Del Real Madrid di ieri sera. Il Real Madrid ieri ha giocato innanzitutto con Pablo Laso che è più bravo di me che ha vinto l’Eurolega e io non l’ho ancora vinta, poi ha giocato con Draper, Fernandez, Nocioni, Doncic, Maciulis, Reyes, Ayon, Jaycee Carroll, e Othello Hunter, contro Darussafaka che veniva da quattro sconfitte consecutive

A Istanbul? Sì a Istanbul. Quattro sconfitte consecutive dell’Darussafaka. Hanno perso facendo 21-2 di parziale facendo 6/26 da tre punti e facendo 0/9 con Nocioni e Jaycee Carroll. Allora la domanda che io mi faccio è? Laso è più bravo di me? Sì. Draper è più bravo di Candi? Sì. Rudy Fernandez è più bravo di toblerone Raucci? Sì. Nocioni è più bravo di Mancinelli? Sì. Luca Doncic è più bravo di Campogrande? Sì. Maciulis è più bravo di… possiamo andare avanti. È successo, allora il problema è questo. È successo, è successo al Real Madrid, può succedere anche a noi di cannare una partita nell’arco di una stagione. Rispetto a questo, come ho detto stamattina ai giocatori ai quali ieri ho offerto la pizza ringraziandoli di avermi fatto fare la più grande figura di merda della mia carriera in televisione, scherzando, gli ho detto questo: le grandi squadre non sono quelle che vincono sempre, sono quelle si tirano su più rapidamente possibile dopo una figura di merda, e questo è il nostro compito a partire da Recanati che è una partita difficilissima

Faccio la carogna perché tanto si parla di aggiunte al roster, a cambi nel roster e così via.
Io ti faccio due nomi poi scegli tu se rispondere o non rispondere: Bushati e Amoroso.. Allora io ti dico questo, il problema non è Bushati o Amoroso. Il problema è che tutte le squadre che l’anno scorso hanno cominciato la stagione in maniera importante, hanno fatto nella stagione di ritorno un investimento. La Società, che sta diventando una Società di alto livello ha messo nel suo budget i soldi sufficienti per fare un intervento di alto livello come la storia ci ha insegnato. L’anno scorso Brescia vince inserendo Moss, noi perdiamo perdendo l’americano che avevamo d’accordo? Ok.
Allora il problema è questo, questi soldi ci sono e quindi sono previsti nel budget di inizio stagione e nel momento in cui il mercato, sperando di non dover fare fronte ad altre situazioni vedi Ruzzier che appena finito di curarsi per una frattura al perone si è rotto il naso, queste sono cose che sono totalmente non controllabili d’accordo? Noi siamo economicamente nelle condizioni di fare un intervento, l’intervento lo faremo alla fine del girone di andata o per meglio dire quando si aprirà la finestra di mercato quindi fra un mese e non necessariamente subito, alla luce di due situazioni: di quello che il mercato ci metterà a disposizione e delle valutazioni che faremo tutti assieme rispetto a dove dovremo andare ad intervenire

Hai già le idee chiare su dove intervenire? Comincio ad averle

Le percentuali dal tiro da tre punti dalla coppia Carraretto-Flowers nelle partite che han giocato insieme al momento non c’è, anche se venissero ridistribuiti tra tutti i giocatori non c’è e ognuno dà la sua motivazione. Io penso che la Società ha fatto una scelta, non gioca più con un Under solo com’era l’anno scorso ma gioca con due. Le statistiche sono figlie di un Campogrande che al momento non è ancora ai livelli dello scorso anno. Lui l’anno scorso ha fatto 6/15 in stagione regolare, poi ha fatto quella gran partita ma non ti dà ancora la sicurezza. Insomma, vuoi muovete bene la palla poi Campogrande tira da libero, e al momento non ha le stesse percentuali e non ci va nemmeno vicino a oggi, a quelle di Carraretto. La domanda è: pensate nel mercato di prendere appunto un giocatore e quindi di riportare a 9 senior e 1 under o pensate di prendere 1 senior e togliervi un senior mantenendovi sempre la regola degli 8 senior e 2 Under? Allora io faccio un mezzo passo indietro per arrivare a rispondere. Comincio dicendoti questo, come ho detto in conferenza stampa la settimana scorsa. Il paragone tra la squadra che ha finito l’anno scorso e la squadra che è arrivata alla dodicesima giornata di andata di questo campionato, equivale a paragonare una macchina che ha fatto 50.000 chilometri di rodaggio a una che sta uscendo dalla catena di montaggio. È un paragone che culturalmente e intellettualmente non è ponibile, perché si parla di due cose differenti. D’accordo? Secondo, facciamo una brevissima, perché non voglio annoiarvi, comparazione tra il roster dell’anno scorso e il roster di quest’anno. L’unico reale, come dicono gli americani “upgrade” alla stagione dell’anno scorso, con tutto il bene che gli voglio, è Ruzzier al posto di Sorrentino perché fatto salvo la frattura del perone un mese e mezzo fermo e la frattura del naso che lo costringe a giocare con una maschera e ogni volta che prende un colpo sul naso mi vengono i brividi, è quello. Diamo per scontato che con caratteristiche differenti, perché quest’anno non potevamo prendere un giocatore interno nonostante che Mancinelli ha la sua maggior pericolosità internamente, noi dovevamo prendere un giocatore lungo che tirasse da lontano. Diciamo che la coppia dei due stranieri, sostanzialmente non nei termini dei punti o dei rimbalzi ma di peso specifico pareggi quello dell’anno scorso. Giusto? Bene. Diciamo che Mancinelli pareggi Amoroso, va bene? Diciamo che Gandini sia un po’ meglio di Quaglia ma che dà garanzie che dà al suo allenatore. Diciamo che Montano sia Montano, diciamo che Raucci sia Raucci, diciamo che Candi è il secondo upgrade ma è dovuto al lavoro e al suo talento e alla sua voglia, rimane un decimo giocatore che come giustamente individui tu è Carraretto. Il rapporto è Carraretto e Campogrande d’accordo? Se io avessi avuto un anno di contratto sapendo che la mia permanenza in Fortitudo sarebbe dipesa esclusivamente dal risultato io avrei ucciso, non facendo gli interessi della Società, la carriera di un ragazzo di 19 anni e avrei tenuto uno di 39. Se avessi avuto un anno di contratto e avessi saputo che la promozione in A1 era l’unico obiettivo ragionevole di questa stagione fregandomene di tutto il resto. Siccome io ho tre anni di contratto e lavoro per dare a questa Società una base di italiani tale, per cui se noi dovessimo andare in A1 quest’anno o il prossimo, noi non dovremmo cambiare molto. Se noi dovessimo andare in A1 noi non faremo una squadra con 7 americani e 4 italiani che scuotono l’asciugamano, ma faremo una squadra basata sugli italiani con l’aggiunta degli stranieri, secondo me non si arriva a più di 4, anche perché onestamente io quando guardo l’A1 dopo 5 minuti cambio canale perché non si può vedere. Allora in questo contesto e con questa prospettiva che chiaramente non è la prospettiva del tifoso, perché il tifoso è giusto e condivisibile che voglia vedere qui oggi tutto. Ma io non sono un tifoso, io sono un professionista che ha avuto dalla Società un incarico. Allora una cosa è fare Gentiloni, sapendo che tu devi fare il Presidente del Consiglio per i prossimi sei mesi, fare la legge elettorale, andartene e quindi tu lavori in quella prospettiva, un’altra è fare il Presidente del Consiglio, faccio un esempio che non centra niente col mio mestiere, sapendo che tu hai un programma di cinque anni che devi raggiungere a tappe. Io, avendo avuto tre anni di contratto dalla Società tra Carraretto che adoro e che ho lanciato in Serie A io e non quelli che parlano a vanvera, perché Marco Carraretto il primo anno in Serie A l’ha fatto con me ad Udine tanto per chiarirsi. Come ho detto a Marco, se tu quando avevi 19 anni, e io ti ho portato in Serie A a mio rischio e pericolo in A2 vinta con la Snaidero e poi in A1 Coppa Korać sempre con la Snaidero, se a 19 anni avessi ammazzato te per prenderne uno di 39, ci saresti rimasto male o no? Lui mi ha risposto sì, uguale. Perché credo fortemente che Luca Campogrande sia paradossalmente, voi spesso quando parlo la gente sorride, siccome ho una certa esperienza di giocatori di alto livello perché ne ho allenati molti al contrario di quelli che parlano, perché ho allenato Dino Meneghin, ho allenato Andrea Meneghin, ho allenato Dejan Bodiroga, ho allenato tanta gente. Luca Campogrande ha le caratteristiche morali e nervose per essere un giocatore di alto livello. C’è un problema, che l’anno scorso giocava in C2, e quindi bisogna avere tempo. Allora se io lavoro nel mio interesse per pararmi il culo ammazzo Campogrande e tengo Carraretto, se lavoro nell’interesse della Società rischiando qualcosa in termini di risultati immediati tengo Campogrande e mando via Carraretto

Quindi l’idea è, se arriva un senior va via un senior, per non ammazzare Campogrande… Non lo so, questo lo valuteremo, nel senso che se arriva non so chi arriva. È chiaro, e questo lo dicevo a Christian Pavani venendo qui, che l’uncia cosa importante al di là di chi arriva e chi va che è molto gossip ma poco tecnica, è chiaro che noi dovremo affrontare i playoff, e questo va inserito in un discorso di base dove io non posso permettermi di chiedere alla Società di fallire per aderire ai miei desiderata, è chiaro che al contrario dell’anno scorso dovremo affrontare i playoff con uno straniero di riserva

Come ha fatto Brescia… Come hanno fatto quelli che vincono. Io l’anno scorso ero convinto avremmo vinto, e se avessimo avuto Flowers probabilmente staremmo parlando di un altro campionato, ma l’anno scorso per scelta e anche per motivi economici che vanno considerati, non abbiamo preso lo straniero di riserva, quest’anno lo straniero di riserva dobbiamo prenderlo. Perché siccome vogliamo andare in A1 o per meglio dire vogliamo tentare di andare in A1 perché ci sono anche gli altri, dobbiamo avere uno straniero di riserva. Ora siccome i soldi sono quelli, non è che possiamo prendere lo straniero di riserva, uno nei lunghi, uno nei piccoli, un’assistente allenatore in più, cambiamo lo sponsor, no… Siamo tutti, è sempre così taglio tutti, taglio anche te. Facciamo una cosa molto più semplice, valutiamo le necessità della squadra, valutiamo il denaro a disposizione che è fondamentale per poter fare questi interventi e ti dico che se dovessi fare una scelta fra prendere un esterno o un lungo più bravo di quelli che abbiamo e onestamente non ne vedo tanti, decisivo e mangiarmi il tesoretto che la Società ha a disposizione per fare l’intervento e affrontare i playoff con questa squadra ma con uno straniero di riserva non necessariamente da utilizzare solo in caso di infortuni, ma anche da utilizzare in rotazione, io a oggi sceglierei di intervenire sullo straniero di riserva. Mentre l’anno scorso non andare in A1 perché Flowers si rompe il tendine d’Achille è stato accettabile, in termine anche di programmazione societaria, è chiaro che viste le nostre innalzate ambizioni che non contano nulla se arriveremo primi o secondi o terzi, quarti, quinti o sesti nella stagione regolare perché non conta niente, niente, io a oggi insisterei per avere una buona alternativa straniera in modo tale da affrontare il campionato senza rischio che prima di Gara 5 si rompa uno dei due stranieri della squadra

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