Luca Galassi è il nuovo playmaker della Intech Virtus Imola.

Classe 1999, veneziano, Galassi approda al PalaRuggi, sponda giallonera, dopo una buona stagione agli Aviators Lugo con cui ha chiuso la stagione con quasi 10 punti di media a partita, in 14 gare disputate.

Il 5 maggio 2021, prestazione monstre di Galassi contro l’Intech Imola, nell’ultimo turno del girone di apertura del girone veneto/emiliano romagnolo, quando si fa notare come principale protagonista, al pari di capitan Silimbani, nel successo (dopo 2 supplementari) contro i suoi futuri compagni di squadra: 19 punti e tanta “presenza” in campo all’ex PalaBanca per il play veneto.

La caratteristica principale di Galassi è il tiro dall’arco, senza sottovalutare la transizione in velocità ed il palleggio arresto e tiro che, nella norma, è perfetto.

Nonostante la giovane età, con i suoi 22 anni appena compiuti, Luca Galassi vanta già una discreta carriera anche tra i “senior”. Dopo i primi passi alla Reyer Venezia, il passaggio ai Crabs Rimini con cui termina il cammino nel settore giovanile, tastando il terreno dei campionati senior, con le prime esperienze al Bellaria in serie D e al Titano San Marino in serie C Gold nel 2017/18. Quindi ancora un anno in D sempre al Bellaria e il definitivo salto in serie C Gold alla Virtus Medicina nel 2019/20 ed agli Aviators Lugo nella scorsa stagione.

Il 2013 è l’anno d’oro a livello giovanile per Luca Galassi che conquista in poco tempo lo scudetto under 14 e la vittoria nel torneo nazionale “Join the Game 3×3” under 14 con la maglia della Reyer Venezia (insieme ai coetanei Panaccione, Tessarin e Mattiuzzo.

Approda alla Intech Virtus Imola per rimpiazzare i partenti Cristian Murati e Marco Barattini in cabina di regia.

 

 

Luca Galassi, cosa ti ha spinto a scegliere la Virtus Imola in questa fase della tua carriera?

“Quando ho ricevuto la chiamata di coach Marco Regazzi, per me, è stato un piacere enorme anche perchè Imola la conosco come Società strutturata che vive con tanta passione e tanta voglia di far bene. Quindi c’è stato subito un interesse reciproco. Credo che in questa fase della mia carriera la Virtus Imola sia la scelta migliore per intraprendere un percorso di crescita personale e per provare ad aiutare la squadra a raggiungere un determinato obiettivo”.

 

Hai un trascorso importante nel settore giovanile con due Società di ottima tradizione come Reyer Venezia e Crabs Rimini. Ora come ti stai affacciando alla categoria di serie C Gold in qualità di protagonista?

“Sono due settori giovanili importanti che mi hanno aiutato molto a trovarmi relativamente pronto a compiere subito il salto tra i senior. Infatti ho appena compiuto 22 anni, ma ormai da diverse stagioni gioco in C Gold. So quanto sia impegnativa questa categoria, soprattutto in Emilia Romagna dove nella norma le migliori squadre in classifica, potrebbero già essere squadre di serie B, a livello di talento, impegno ed organizzazione”.

 

Tra i tuoi nuovi compagni, conosci già Jacopo Aglio con cui hai condiviso l’esperienza in C Gold a San Marino nel 2017/2018 (doppio successo della Virtus in campionato). Che ne pensi di lui e di coach Marco Regazzi?

“Son contentissimo di tornare in squadra insieme a Jacopo che conosco da tanto tempo, da quando avevo 16 anni. In più, anche in questi anni in cui abbiamo giocato in squadre diverse, ci siamo sempre sentiti e tenuti in contatto: sarà fantastico condividere di nuovo il campo con lui.

Per quanto riguarda coach Regazzi, durante il primo contatto, mi ha spiegato chiaramente il progetto che aveva in mente. Ci siamo parlati con molta franchezza e lui mi ha subito indicato precisamente cosa vuole da me durante il campionato. Non vedo l’ora di iniziare a lavorare con lui, perchè me ne hanno parlato tutti molto bene sia dal punto di vista umano che come allenatore”.

 

La serie C Gold torna a respirare aria emiliano romagnola, anche se (al momento) vi sono meno squadre iscritte rispetto al solito: che tipo di campionato ti aspetti?

“Mi aspetto un campionato tosto con Società che saranno organizzate e strutturate, ma non è una sorpresa, visto il livello che c’è in Emilia Romagna. Spero che si possa iniziare se non al completo perlomeno al 25/50% del pubblico: credo che anche questo aspetto abbia la sua importanza, perchè, ad esempio, avere i ragazzi dell’Armata Giallonera al nostro fianco farà sicuramente la differenza”.

 

Per i pochi che ancora non ti conoscessero, quali sono le tue principali caratteristiche tecniche e tattiche?

“Mi piace definirmi un giocatore di personalità, nel senso che posso attaccare il canestro e prendermi qualche tiro pesante, ma se il momento lo richiede, posso far correre di più la squadra e mettere un po’ in ritmo i miei compagni, rinunciando senza problema a qualche tiro. Mi piace adeguarmi a ciò che sta succedendo in campo e a quello che mi chiede il coach. Quest’anno cercherò di sviluppare le mie letture dei giochi e il mio modo di giocare, lavorando con Regazzi e con lo staff tecnico, per fare sempre piccoli step e migliorare quanto più possibile sotto tanti punti di vista”.

 

Qualche mese fa, durante un tuo intervento alla nota trasmissione in diretta web “Sport Hub” ti sbilanciasti nel tuo personale pronostico, indicando la Virtus Imola come principale candidata alla promozione in serie B. Ricordi quel frangente?

“Dell’intervista mi ricordo benissimo. Semplicemente ho detto, ribadendolo ora, che secondo me Imola meritava e merita quel passettino in più, per salire in Serie B. Conoscevo già la Società e quanta passione e organizzazione ci sono. E’ una piazza che, indubbiamente, merita la Serie B”.

 

Anche se nella scorsa stagione non vi è stata la possibilità di “assaggiarla” sul campo a causa della pandemia, conosci già l’Armata Giallonera e la forza dei tifosi gialloneri?

“Purtroppo l’Armata Giallonera l’anno scorso ha dovuto affrontare un anno “limitato”, ma non di pausa, avendo seguito in tanti modi la squadra e il suo cammino. E’ una tifoseria che conosco e di cui tutti mi hanno parlato un sacco bene. Non vedo l’ora di conoscerla e di viverla dal vivo: sono veramente gasato per questa opportunità. Un esempio, per far capire cosa sia per me l’Armata Giallonera: andai a Rovigo per la finale contro Jesolo, anche se poi non riuscii ad entrare. Ebbene, era il pomeriggio del 3 luglio, c’erano 37 gradi all’ombra, ma trovai fuori dal palazzetto circa 80 tifosi di Imola con tanto di bandiere, striscioni e magliette giallonere. Da brividi”.

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