L’omaggio della pagina Facebook del Comitato Regionale FIP Emilia-Romagna a Simone Cervi, leggenda delle minors regionali.

“Simone Cervi, una leggenda”

Passava inosservato prima della palla a due. Fisico non troppo tonico, ginocchiera, portamento da semi-pensionato, la capacità di non far capire a nessuno in che ruolo giocasse. 1 metro e 85 all’incirca. Passo e tiro da manuale, floater morbidissimo, uno dei pochi a saper fare bene il secondo tempo ed anche il terzo tempo tirando da 3/4 metri (!!!), semi-ganci, arcobaleni, sempre il primo in contropiede, gioco senza palla ai livelli di Ray Allen, un campionario di finte infinito, prendeva fallo quando voleva e ai liberi non sbagliava mai. Se lo marcava un piccolo, lo portava a scuola in post basso. Se lo marcava uno più alto, gli faceva incrociare le gambe. Tiro da tre? Solo se necessario. “Mi ricordo una partita in cui lo incontrammo in C2, lui credo fosse ancora under, avrà avuto 19/20 anni. Il nostro coach, 1 minuto prima della palla a due, mi dice di battezzarlo perché tanto va sempre dentro. Prime tre azioni, tre bombe. 9-0 in 1 minuto. Secondo me aveva sentito le parole del mio coach” (Mirco Moro, ex minor bolognese).
Classe 1978, Simone Cervi, “Simmy” per tutti, reggiano doc, è stato probabilmente il più forte giocatore a non aver mai giocato in Serie A.
Ha giocato quasi sempre a Cavriago dalla prima divisione alla B2, dominando tutti i campionati. Vincendo sempre la classifica marcatori. Sempre. Rifiutando offerte da B1 e B2 di tutta Italia. Quasi 13.000 punti in carriera ad oltre 25 di media a partita. Almeno cinquanta volte sopra i 40 punti in carriera. Almeno venti sopra i 50. Ha chiuso una stagione in C2 a 36 punti di media. E’ stato protagonista di un magnifico duello con un giovane Federico Mussini, segnandone 46 (37 per il playmaker di Pesaro). Ha fatto dei provini con la Pallacanestro Reggiana, in Serie A, la squadra dove giocava suo cugino Riky Cervi, ma ai piani alti nessuno ha mai creduto veramente in lui. Fosse nato 10 anni dopo, avrebbe giocato con la sigaretta in bocca tutta la carriera in A2.
E il basket è sempre stato il suo secondo impegno. Prima il lavoro. Ingegnere, di grande livello, ha viaggiato tantissimo, saltando allenamenti, presentandosi alle partite “fuori forma” ma poi piazzandone sempre almeno 30.
Tre anni fa Cavriago non aveva soldi per pagarlo. Lui ha risposto: “Non vi preoccupate io un lavoro ce l’ho già, non vengo agli allenamenti vengo solo alle partite…”. Risultato: ancora una volta capocannoniere del campionato.
Da tre stagioni giochicchia con gli amici nel CSI.
Volete sapere quale squadra l’anno scorso chi ha vinto il titolo di Reggio Emilia, poi il titolo dell’Emilia Romagna e infine il titolo italiano del CSI? Sapete già la risposta.

Vogliamo celebrare una leggenda, ed una meravigliosa persona, che ha onorato, e continua ad onorare, il basket della nostra regione.
Grazie di tutto Simone Cervi.

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