Dopo la convocazione in Nazionale under 20 Leo Candi è stato intervistato dal Resto del Carlino.

Ecco le sue parole: E’ una bella cosa, e se potessi la dovrei dividere con la società, il coach e il suo staff, perchè è merito loro se gioco tanti minuti in A2. Vado per fare del mio meglio, nella speranza di far parte del gruppo che disputerà gli Europei.

Nelle rotazioni è il più giovane, lo sente come un peso? No, anche se sono cosciente di non avere la loro esperienza, per cui so che devo ascoltare molto e parlare poco.

Boniciolli non le risparmia nulla. Peggio un 4 in tedesco o una sgridata del suo coach? Sono due situazioni da evitare, però sono differenti. Un brutto voto a scuola non è mai inatteso, se uno è onesto con se stesso sa se ha studiato oppure no. Con la pallacanestro la situazione è un po’ diversa, a volte fai cose sbagliate e non sempre te ne rendi conto. Se devo scegliere prendo il 4 a scuola perchè – se poi studi – riesci a rimediarlo.

Che cosa le chiede Boniciolli? Di essere un play e questo per lui significa avere in mano la gestione del gioco, leggendo la difesa avversaria, servendo palla al compagno libero facendo in modo che nessuno esca dalla partita e difendendo forte.

In quale di questi aspetti deve crescere di più? Nella lettura e nel mantenere tutti i compagni in ritmo.

Domani a Ravenna è uno scontro diretto per un posto nei playoff. Come vi state preparando? Credo che la squadra abbia finalmente capito come si gioca in trasferta. Io sono il primo a dire che in casa, davanti al nostro pubblico, ti senti più protetto e questo ci ha consentito di disputare quasi sempre buone partite. Le nostre ultime uscite dicono che abbiamo imparato a giocare una buona pallacanestro lontano dal PalaDozza, anche se sappiamo che Ravenna non è un avversario facile.

Con una sconfitta la strada verso i playoff diventa più ripida… Vero, ma anche noi siamo in crescita, e le nostre sconfitte spesso sono state di natura tecnica e non di atteggiamento. Se scendiamo in campo nel modo giusto, credo che oggi la Fortitudo abbia raggiunto un livello che le permette di ottenere un risultato positivo ovunque.

Lei ha ricevuto diverse chiamate, la sua decisione di rimanere in Fortitudo ha mai vacillato? No. Premesso che tra le mie priorità c’è sempre stata la scuola e il desiderio di concluderla a Bologna, per me è stato abbastanza naturale essere fortitudino. Nella mia famiglia tutti tifano l’Aquila per cui fin da piccolo andavo al PalaDozza, poi quando ho iniziato a capire la differenza tra la Virtus e la Fortitudo, non ho avuto dubbi nell’identificarmi con la Effe.

L’anno prossimo si giocherà il derby? Questo lo dirà solo il campo. Io ne vorrei giocare uno il prima possibile, anche solo in amichevole, sapendo che anche fuori dal campionato non sarebbe un allenamento normale, ma la partita dell’anno.

Intanto, oggi dalle 17 ci sarà l’aperitivo al Fortitudo Point, con Ed Daniel che consegnerà le tessere dell’Associazione “Per Amore”.

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