Dopo la convocazione – con 1349 preferenze – per l’All Star Game di Livorno Leonardo Candi è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.

Ecco le parole del 18enne play biancoblu:

Sicuramente è una grande soddisfazione. Non me lo aspettavo e sono molto felice, ringrazio tutti coloro che mi hanno votato. Cercherò di ripagare la loro fiducia.

Intanto come spiego che la Fortitudo in trasferta continua a perdere? Non sono certo io la persona più adatta a dare certi giudizi. Posso solo dire che non abbiamo sottovalutato Treviglio. Purtroppo in trasferta non riusciamo a esprimerci al meglio. E comunque sono cose che riguardano noi, non certo da raccontare in giro.

Dalla sconfitta a Treviglio la Fortitudo esce ridimensionata? Sicuramente continuando a perdere in trasferta non possiamo ambire a certi risultati. E’ necessario invertire al più presto la rotta. Poi sarà quello che sarà. L’importante è cementare lo spirito di squadra, aiutarti l’un l’altro. Abbiamo perso? Voltiamo pagina. Dobbiamo subito guardare avanti ed essere più uniti che mai per vincere le prossime partite.

Uno dei problemi di questa Fortitudo sembra il non avere un play di ruolo. io mi sento un play puro? Penso solo a migliorare, per diventare un play completo sotto tutti gli aspetti. Al momento faccio ancora troppi falli stupidi e so che devo migliorare nella gestione del ritmo. Se mi metto a elencare tutte le cose che devo ancora imparare stiamo qui fino a domani.

Boniciolli mi ha messo al centro del progetto? Mi sento molto fortunato. In Italia non ci sono altre squadre che danno questa possibilità a un giocatore della mia età. Ringrazierò sempre Boniciolli. Le sue strigliate? Se mi rimprovera, è perchè vuole insegnarmi qualcosa di nuovo. A me va bene così.

Quali sono le certezze del mio lavoro? Ho tanta voglia di giocare, di correre, di essere aggressivo e concentrato per cercare di far girare bene la squadra, provando a mettere in ritmo i miei compagni. Ma il primo pensiero è difendere il più duramente possibile.

La pressione di dover raggiungere i playoff è tanta per un 18enne? Sto vivendo tutte le partite nello stesso modo: vado in campo con l’unico obiettivo di vincere. Che poi ci riusciamo con un tiro allo scadere o con un vantaggio di 40 punti, non fa differenza.

Il 2015 è stato un anno da incorniciare per me? E’ vero. Ricoprire un ruolo importante nella squadra del mio cuore, giocando titolare in A2, è qualcosa di assolutamente speciale. Voglio concludere in bellezza il 2015. Magari vincendo il match con Natale con Ferrara e agganciando il treno che porta ai playoff.

Dieci giorni fa mi ha cercato una squadra di A1, che effetto fa? Questo interesse mi lusinga, ma io voglio rimanere qui. L’ho detto tante volte, il mio sogno è arrivare con la Fortitudo prima in serie A e poi in Eurolega.

In cosa deve crescere la Fortitudo per fare il salto di qualità? In trasferta dobbiamo avere più fame di vittoria, dobbiamo essere sportivamente più cattivo.

Il crescente impegno cestistico mi crea problemi a scuola? La mia media si è un po’ abbassat, ma mi mantengo sul 7. La scuola è una mia priorità. Anche se dovessi continuare a giocare a basket a livello professionistico non scenderò sul parquet fino a ottant’anni. La pallacanestro non potrà mai garantirmi un futuro certo. Per questo la scuola è fondamentale, anche in vista di un futuro lavorativo.

Qual è il segreto della mia vita regolare, da perfetto professionista? La grande passione per la pallacanestro e per la Fortitudo.

Da tifoso biancoblu come vivo i cori che mi dedica la Fossa dei Leoni? Ogni volta mi danno i brividi. Non so se arriveremo ai playoff, ma assicuro che per questa maglia e per questi colori io darò sempre tutto me stesso.

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