Leo Candi è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.

Ecco le sue parole: Io play titolare a 18 anni in A2? Se lo sono è perchè me lo merito, altrimenti non giocherei. E il merito si conquista ogni giorno, allenandosi bene.

Con umiltà ma anche determinazione? Non credo che la Fortitudo sin qui sia stata altalenante. L’unica partita che non abbiamo giocato è stata quella con Trieste. Così come non credo che quello con Verona sia stato un exploit. Il nostro atteggiamento deve essere sempre lo stesso. Siamo neopromossi. Ogni volta che affrontiamo un avversario di questa categoria ci dobbiamo allacciare le scarpe. Soprattutto io che sono un esordiente. Dobbiamo rimanere sempre concentrati.

Contro Roseto l’applicazione mentale ha pagato? Ognuno ha fatto il suo e abbiamo vinto. Per quanto mi riguarda, nel primo tempo non mi sono entrati i tiri, poi sono stato bravo – anche grazie ai miei compagni – a realizzare due bombe nel momento giusto. Ma non c’è stato un solo protagonista, ha vinto la squadra.

Domani con Matera non sarà facile? Sarà una gara complicata, come tutte quelle che ci aspettano. Loro vengono da 5 sconfitte consecutive, hanno cambiato l’allenatore e saranno affamati di vittorie. Dovremo essere concentrati.

Mi hanno accostato a grandi nomi, tra cui Nando Gentile? Per me è uno stimolo ad allenarmi e a fare sempre meglio. Sono una persona molto tranquilla e rilassata, ma capisco che sentire certe cose può essere pericoloso, perchè c’è il rischio di montarsi la testa e di perdersi per strada. Non dovrò fare questo errore. Io il futuro play della Nazionale maggiore? Ora non penso a diventare Michael Jordan, ma solo a rimanere coi piedi per terra e a lavorare. Mi fa piacere sentire tanta gente che mi incita e mi spinge durante la partita: se la vivessi come un peso non ce la farei. Per me è una carica per dare il massimo.

Quest’anno avrò l’esame di maturità? Sarà difficile conciliare le due cose, ma ci proverò. A scuola continuo a cavarmela anche se ho abbassato un po’ la media (da 8 a 7.5, ndr). In questi primi mesi abbiamo giocato solo due volte al PalaDozza, girando tanto, c’è stata l’emozione per l’esordio. E anche l’esame teorico della patente, che ho superato. Piano piano metterò tutto in fila e ingranerò nel modo migliore.

Il segreto è rigore, organizzazione e applicazione? Ogni giorno mi sveglio alle 7, poi vado a scuola, torno a casa, pranzo, faccio i compiti, vado ad allenarmi, torno a casa, ceno e vado a letto alle 22.30. Quando c’è la possibilità esco, ma è raro. Devo giocare, non andare in giro a ubriacarmi. Il basket è il mio divertimento, insieme alle uscite con gli amici.
La fidanzata? Non ce l’ho. Esco spesso con la squadra, abbiamo creato un bel gruppo.

Sono un ragazzo “normale”? Non amo i tatuaggi e non sono su Facebook: durante la giornata ho tante cose da fare, non posso perdere tempo a leggere i comizi che si scrivono sui social, anche se capisco che nel mondo di oggi sono importanti. Io sono su Instagram. Sul web sono CL7, una cosa scherzosa, che richiama Cristiano Ronaldo.

Non amo i fronzoli come il mio allenatore? Sono molto in debito nei confronti di Boniciolli per l’opportunità e la fiducia che mi sta dando. Non capita a tutti i ragazzi di 18 anni. Lo devo ringraziare ed essere bravo a mantenere il rapporto che c’è. Mi striglia? Se un allenatore mi sgrida e mi rompe le scatole, vuol dire che ci tiene. Se non lo facesse, mi preoccuperei. E farei in modo di farmi sgridare.

Obiettivi di quest’anno? I playoff con la Fortitudo, la maturità, la patente. Il premio? Per un po’ userò le auto dei miei genitori.

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