L’avvocato Maurizio Terenzi, che ha difeso Pesaro nell’affaire Robinson, è stato sentito da Elisabetta Ferri per il Carlino Pesaro e Camilla Cataldo per il Corriere Adriatico. Un estratto dell’intervista.

“La cosa che duole di più è che, anche dopo la pronuncia suprema della Corte del Coni, leggiamo ancora interventi demenziali da parte dell’avvocato Cassì che difende la Fortitudo e che è stato pure richiamato durante il terzo appello per la scarsa percezione della realtà dimostrata sin dal primo grado del ricorso presentato. Non solo la FIP, ma anche la Procura federale hanno condiviso la sentenza di ricorso inammissibile, sia nella forma che nel merito.
L’art.7 del regolamento Fip chiarisce che non vi sono sanzioni comminabili. E oltre a questo, la Vuelle si è sempre attenuta alle disposizioni dell’autorità sanitaria locale competente, non solo per il caso di Justin Robinson ma anche per tutti gli altri giocatori trovati positivi nel corso della stagione. E mai ci è stato contestato il rientro degli atleti tornati negativi. Fra l’altro, quello in vigore nelle Marche è lo stesso protocollo seguito in Emilia Romagna, quindi a Bologna dovrebbero esserne a conoscenza.
E’ inaccettabile che la Fortitudo se ne esca ancora accampando dubbi sulla correttezza dell’organo giudicante: questo dimostra una totale ignoranza delle regole federali, oltre che una mancanza di rispetto per i professionisti sanitari che seguono la Vuelle. I toni usati sono inappropriati e offensivi, anche perché la correttezza dimostrata dalla nostra società nel tempo è inappuntabile, in tutti i campi. Non ho capito questo attacco “beduino”, loro non hanno saputo perdere in campo e continuano a non saper perdere davanti alla Corte”

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