In merito alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto Max Boccio, la cronaca di Repubblica – a firma Rosario Di Raimondo – ha sentito il suo avvocato, Giorgio Rossetti, che ha così ricostruito i fatti: Si è difeso in maniera decisa, dicendo che quella che ha speso non era una banconota falsa. E anche quelle che sono state trovate in una cartellina non erano false ma solo fotocopie stampate e ritagliate che gli servivano per una ricerca che sta facendo, non erano spendibili.
Riguardo al tesserino di agente sotto copertura, l’avvocato ha spiegato che il PM per ora non ha contestato il possesso di segni distintivi contraffatti. Ad ogni modo, lui dice che è regolare.

L’udienza presso il Tribunale di Ancona è stata programmata per il prossimo 25 settembre.

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