Esorcizzata Jesi ieri, non viene esorcizzata Ravenna, che dopo aver fatto la magata al Paladozza all’andata si ripete contro la Fortitudo, stavolta in neutro, e stavolta senza bisogno di clamorosi rientri o imprese. Semplicemente, giocando con un regista che fa il regista, e mandando Bologna a casa. Opaca, la Fortitudo, che fatica a difendere sulla prima linea come nelle sue gare peggiori, e non preparata per fare a chi ne segna uno di più. Incidente di percorso, ritorno in vecchie amnesie, vattelappesca. Ma, oggi, non è sembrata la Fortitudo degli ultimi tempi.

Si inizia con studio reciproco, poche sberle di qua e poche sberle di là, ma attacco che non sembra in gran giornata. Si fatica a capitalizzare in avvicinamento, e piano piano Ravenna prova a capire se c’è margine: la mette Rice, Chiumenti in area fa punti, ed è +5 romagnolo, prima di una boiata di Esposito che regala liberi a Pini a sirena ormai scaduta. Ed è 18-15 Ravenna al 10’.

Amici fa e disfa, tra cesti rapinati e stoppate prese senza colpo ferire, ma basta per provare a mettere il naso avanti. Non si trova la sgommata, ma nemmeno si fanno mai disastri tali da rischiare altrui erezioni. Si naviga di parità, pur ciccando liberi in quantità, ma le squadre paiono essere Don Camillo e Peppone in bici: guai a staccare l’avversario, ecco. Fanno zona un po’ tutti, ma a far rimettere il naso avanti a Ravenna è un attimo di panico bolognese: tripla presa da Montano, persa di Cinciarini con antisportivo sullo stesso ex, storie tese e tripla di Giachetti. 7-0 di break, quindi, e 37-31 Ravenna al 20’.

Non c’è ordine offensivo, e la difesa dovrebbe azzerare Ravenna per evitare ulteriori danni: per forza di cose qualcosa viene concesso, specie perché Giachetti distribuisce palloni che permettono tiri con decametri di spazio, e così il divario va in doppia cifra. Dieci, quindici, e si deve ringraziare un antisportivo contro Chiumenti per fermare l’affondo, arrivato al 35-50. Non si crolla più di quanto non si è già fatto, ma non si trova la maniglia per riappoggiarsi alla partita. Quindi, 60-46 Ravenna al 30’.

Storia sbilenca, che diventa ancora più storta quando Giachetti, in semigancio da 10 metri al 24”, infila tripla del +16. Le Marianne diventano 17, l’ex Roma arriva a metterne 11 di fila, e continuando a giocare troppo sfilacciata, Bologna mai riesce anche solo a far paura agli avversari. Così è, fine della Coppa.

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