La Virtus ripartirà da un nuovo allenatore e da un nuovo progetto tecnico dopo la conquista di uno scudetto che per quanto visto negli ultimi due anni, forse, vale doppio. Questo significherà anche che la squadra che ha appena vinto lo scudetto subirà alcuni cambiamenti, seguendo i dettami del nuovo allenatore. Di sicuro non nella parte italiana della rosa, che sarà confermata praticamente in toto. L’unico in scadenza, ovvero capitan Giampaolo Ricci, va verso il rinnovo, e tutti gli altri, a partire ovviamente da Belinelli e Pajola, saranno confermati. Discorso diverso per gli stranieri: solo Milos Teodosic ha contratto per la prossima stagione, con un buyout per una squadra di Eurolega, ma la Virtus spera ovviamente di trattenerlo. Gli altri cinque sono tutti in scadenza, saranno i primi ad essere valutati dal nuovo staff. Kyle Weems è in testa nelle possibilità di rinnovo.
I cambiamenti non devono stupire, certamente per il cambio di guida tecnica e per i contratti in scadenza, ma anche perché l’impressione è che questo gruppo, creato da Sasha Djordjevic (assieme a Baraldi e Ronci) nell’estate 2019 abbia raggiunto il top alla fine del suo percorso contrattuale, non solo per la presenza di pretoriani del coach serbo come Markovic, ma anche per motivi anagrafici. Il gruppo ha lavorato due anni, e ha raccolto i frutti solo alla fine del secondo, anche per colpa della pandemia. Un po’, facendo ovviamente tutte le distinzioni del caso, quello che è successo all’Efes, che solo venti giorni fa ha raccolto in Eurolega quanto seminato in due stagioni. E ora, come la Virtus, dovrà accettare cambiamenti in squadra, viste le sirene NBA per Micic e Larkin, l’uscita di Sanli e quella probabile di Moerman.

(foto Virtus Pallacanestro)

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