Virtus Segafredo Bologna – Happy Casa Brindisi 94-85 (25-19 49-41 70-58)

La Virtus centra la vittoria, quel risultato obbligato che aveva dichiarato Ramagli in presentazione, lo fa sfruttando più la vena offensiva che la durezza difensiva ma poco cambia, la corsa verso i playoff procede spedita sulle ali di un Ale Gentile che trentelleggia in testa a tutti. Se come detto l’applicazione difensiva non è stata di alto livello, nessuno però si è tirato indietro e buone spunti sono ascrivibili a tutti e 10 i giocatori passati in campo, da un Lawson ritrovato ad un Umeh meno preciso ma senza sbavature. Bene al rientro dagli infortuni Ste Gentile e Ndoja, e un merito pure a Ramagli che ha trovato minuti preziosi e ben ripagati anche da Pajola, utilizzato anche nell’ultimo quarto in minuti decisivi, quelli che permettono di crescere.
Dopo il minuto di raccoglimento per la scomparsa di Marso Solfrini, il Doctor J italiano degli anni ‘80, Ramagli parte col quintetto canonico mentre Vitucci fuga i dubbi sulla presenza di Moore, già diabolico all’andata. Partono forte le V nere ma dietro sono tutt’altro che impeccabili, Brindisi punge in transizione e rimane in contatto. Al primo giro di cambi c’è spazio per i rientranti Ste Gentile e Ndoja, le medie calano come l’intensità, la Virtus riallarga il divario con un cesto sulla sirena di Aradori per un +6 figlio di un ottimo 4/7 dall’arco.
Lo spartito non varia in avvio seconda frazione, Ramagli prova a mettere la squadra nelle mani di Pajola per andare a ritmi più bassi. La pressione del giovane anconetano aiuta a rallentare la costruzione dei giochi e andando avanti con meno ansie tra Aradori e Ale Gentile arrivano punti facili per il primo vantaggio in doppia cifra a metà frazione. Vitucci tenta un quintetto senza centri di ruolo, le letture virtussine col doppio centro rivedibili, il +11 diventa un +2 all’ultimo minuto. Lì una tripla di Ndoja, un’ottima difesa e una bomba sulla sirena di Ale Gentile scrivono un +8 che risistema le cose. V nere sempre molto bene dall’arco, 7 centri col 50%, meno bene dietro dove viene concesso un 58% da 2 sempre nei pressi del ferro.
Ogni accenno di fuga è prontamente spento da Brindisi che si avvale di un Lydeka intramontabile, mentre in attacco l’unica opzione paiono le incursioni al ferro di Ale Gentile in un incontro che vive di folate. Pescando petrolio dalla panchina arriva il massimo vantaggio sul +12 che regge fino all’ultima pausa grazie pure ad un 2+1 di Ndoja di volontà e fortuna.
Un 5-0 pugliese costringe Ramagli ad una sospensione immediata, la squadra risponde prontamente con Ndoja ancora sugli scudi fino al +15 quando a metà frazione si va con un quintetto piccolo, Ale Gentile da 4 e di nuovo Pajola a guidare. I fuochi artificiali di Giuri valgono fino al -10, Ale Gentile si mangia più volte a fila Cardillo e le V nere mantengono un vantaggio rassicurante con partita in archivio anticipatamente, smontando le paure finali viste più volte anche su questo parquet.

Virtus Segafredo Bologna – Happy Casa Brindisi 94-85 (25-19 49-41 70-58)
Virtus : Gentile A. 31, Umeh 4, Pajola 2, Baldi Rossi 6, Ndoja 10, Lafayette 8, Aradori 17, Gentile S. 7, Lawson 7, Slaughter 2. All.re Ramagli
Brindisi : Suggs 6, Tepic 9, Smith 18, Mesicek 10, Cardillo 3, Sirakov n.e. Moore, Iannuzzi, Donzelli n.e. Lydeka 20, Giuri 19. All.re Vitucci
Arbitri : Mazzoni, Bartoli, Ranaudo

(foto Giulia Pesino)

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