ADDIO A STEFANO RANUZZI, “FIGLIO D’ARTE” COL CUORE BIANCONERO

Aveva soltanto 62 anni, Stefano Ranuzzi, che ci ha lasciati ieri. E aveva le stimmate del vero virtussino trasmesse da papà Renzo, che della V nera aveva fatto la storia negli anni eroici del dopoguerra, giocatore dal 1946 al 1954 con tre scudetti conquistati, poi allenatore in due periodi, a fine anni Sessanta e all’inizio degli Ottanta. Stefano c’era nato, con la Virtus addosso, e in quell’ambiente aveva coltivato la passione per la pallacanestro, essendo tra i protagonisti del primo storico scudetto giovanile, con la squadra Juniores nella stagione 1971-72, in squadra con Benelli, Borghi, Martini, Sacco.
Aveva poi giocato in bianconero fino al 1974, debuttando in Serie A, prima di passare alla Mens Sana Siena. Poi, da allenatore, tante esperienze significative: da Montecatini, dove aveva cominciato nelle giovanili tornando da head coach della prima squadra nel 2000 per portare la squadra a una fantastica salvezza nella massima serie, a Montegranaro, da Bisceglie a Castel San Pietro e San Severo, fino ad Alcamo nella A1 femminile.
I funerali di Stefano Ranuzzi si terranno sabato in Certosa, alle 11.45. Virtus Pallacanestro è vicina alla famiglia, una famiglia profondamente bianconera per i geni trasmessi da padre a figlio, in questo momento di profondo dolore.

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