Mitja Nikolic, nuovo acquisto della Fortitudo, è stato presentato a tifosi e stampa, introdotto dal DS Davide Lamma.
Ecco le parole del nuovo straniero biancoblu, che esordirà domani a Jesi:

Non sono un giocatore da 25 punti a partita come molti americani di questo campionato. Posso aiutare la squadra dove c’è bisogno, con temperamento, fisicità e qualità dentro a un sistema con rotazioni profonde.

Che idea ho della squadra? Mi alleno con loro da quasi due mesi, credo sia un’ottima squadra un gruppo solido, unito dentro e fuori dal campo. Ci sono dieci giocatori veri, due giocatori per ogni posizione. Con coach Boniciolli lavoriamo tantissimo, e tutto questo lavoro pagherà. Piano piano la squadra migliorerà sempre di più.

Che idea mi sono fatto della partita di Mantova? Non sono qui per giudicare cosa va e cosa no. Mantova è un’ottima squadra, che è partita male ma contro di noi ha fatto vedere il suo talento, con una grande partita offensiva. Poi sotto di 20 punti è sempre difficile recuperare. Sicuramente nei primi due quarti qualcosa non ha funzionato.

Come ho vissuto la situazione da “sospeso” in questi due mesi? Quando sono arrivato per allenarmi coach Matteo mi ha detto che potevo rimanere qui finchè non avessi trovato una sistemazione. Pensavo giorno per giorno e mi allenavo giorno per giorno, aspettando. Poi è arrivata questa opportunità e sono stato incredibilmente contento.

Sento la responsabilità di sostituire un “go-to guy”? Capisco che il ruolo è di grande responsabilità, ma non serve mettersi pressioni. Bisogna solo giocare in un’ottima squadra e provare a vincere.

I dettagli sul contratto? (risponde Davide Lamma) Ci sono alcune clausole che tutelano sia noi che lui, niente di particolare, le abbiamo anche con altri.

Che contributo offensivo penso di poter dare rispetto a Roberts? Siamo due giocatori totalmente diversi. Io voglio fare quel che serve per la squadra, un tiro da tre punti, un passaggio, una penetrazione, quello che serve alla squadra.

Che persona sono fuori dal campo? Il mio lavoro è il basket, e vivo da professionista anche fuori dal campo. Mi piace il modo di vivere italiano, poi io sono di Postumia – dove ci sono le grotte – che è a 30 km dal confine, siamo abbastanza vicini come cultura.

Cosa penso del coach? E’ grande. Ha un temperamento balcanico, come molti allenatori che ho avuto in carriera. Mi piace tantissimo.

I tifosi? Quando sono entrato a palazzo durante la partita con Trieste ho detto “questo è il posto dove voglio giocare”, da avversario ho giocato contro squadre come il Partizan, e certi tifosi ti danno anche il 20-30% di energia in più. Non vedo l’ora di provare.

Il video della presentazione, grazie a Sportpress

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