Il nuovo coach della Virtus, Stefano “Pino” Sacripanti, è stato presentato oggi a stampa e tifosi alla palestra Porelli.
Ecco le parole degli intervenuti alla conferenza.

Giuseppe Sermasi, vicepresidente Virtus – E’ una data importante per la Virtus, si apre un ciclo. Ringrazio Stefano per aver accettato la nostra proposta e di essere entrato in casa Virtus. Questa è la nostra casa.
Dico solo grazie a tutto il CDA che ci ha permesso di fare questa scelta.

Alessandro Dalla Salda, AD Virtus – E’ bello e stimolante partire con tanti tifosi e affetto. Pino Sacripanti ha firmato un contratto di due anni, con uscita a favore del club a fine prima stagione. Avevo detto che avrei voluto un profilo internazionale, non necessariamente straniero. Pino ha personalità, le sue squadre giocano molto bene, e ha allenato in piazze storiche e con tanta pressione. Le sue squadre prima di arrendersi danno sempre il 110%, ogni vittoria contro di lui te la devi sudare fino all’ultimo secondo. E’ vincente, non solo perchè ha vinto dei titoli, ma è da 18 anni consecutivi in serie A e con esperienza internazionale. La Virtus tornerà in Europa e serviva un tecnico che sapesse cosa voleva dire abbinare campionato e coppa. Volevo un allenatore full-time, che possa dedicare al club 24 ore su 24, soprattutto nel periodo strategico da oggi a inizio campionato.
Le dimissioni di Albertini? Sono dispiauto, l’avevo conosciuto e per quel che mi riguarda il rapporto era ottimo. Per il budget ci ritroveremo col CDA, io ho già impostato le mie analisi e sulla squadra sono convinto che abbiamo una disponibilità molto interessante per il campionato italiano. Non siamo certo il team di Eurolega ma se saremo in grado di coniugare bene scelte tecniche e disponibilità di spese sarà una Virtus molto competitiva.

Pino Sacripanti – Ringrazio tutti del calore con cui sono stato accolto. Ho ricevuto una telefonata a mezzanotte, ci siamo incontrati il giorno dopo e ho accettato subito. Qui è Basket City, si respira pallacanestro. So benissimo il calore e la passione che c’è. Dobbiamo essere all’altezza di questa passione qua, c’è pubblico, passione, società, dobbiamo riportare la squadra all’altezza, e giocare faccia a faccia con tutti senza non aver mai paura di nessuno. Lavorare con Alessandro, di cui ho grandissima stima, è una cosa motlo bella.
Giocheremo due competizioni. Il campionato italiano, obiettivo arrivare tra le prime otto e poi giocarcela ai playoff. Poi è tanti anni che faccio una coppa europea, ed è impegnativo, duro ma stimolante, fa crescere una squadra in brevissimo tempo, bisogna avere giocatori pronti. Ci diamo come obiettivo passare il primo turno, credo ci siano tutti i presupposti per fare bene.
Vengo a casa Virtus, in un tempio, qui si respira quest’atmosfera. Ed essere stato assistente di Messina è stato un onore grandissimo, so cosa rappresenta per la Virtus.
Quanti giocatori per il doppio impegno? Dieci che possono stare in campo, più 11 e 12 per dei buoni allenamenti. Dieci che possano ruotare tutti sì, poi ci vogliono giocatori che possano stare in campo 20′ e non 30-35′.
Partiamo da tre giocatori sotto contratto, Baldi Rossi e Aradori – che conosco bene sia dall’under 20 che dalla Nazionale – e Pajola che mi pare abbia fisico e attitudine per fare bene ad altissimo livello. Ricominciamo da tre, come Troisi. Conta la fisicità, l’atletismo, una pallacanestro che è sempre più fisica.
Firmare per 10 anni? Io dico che non ho nemmeno guardato l’offerta del club, ho firmato subito. Ma la mia carriera dice che sono sempre stato molti anni, ci si affeziona e c’è senso di appartenenza. Spero di rimanere a lungo.
Partire da miei “pretoriani”? Ne ho avuti in carriera, da Ragland a Leunen, ma la cosa più importante è da fare in estate, mettendo un giocatore accanto all’altro e non sopra l’altro. Cercheremo di fare un mercato che crei una buona chimica. Vedremo, ma la mia prima idea è di mettere insieme giocatori in maniera intelligente, e che siano contenti del ruolo. Il resto è prematuro, è stato tutto così veloce. Da oggi pomeriggio sono qua per lavorare alla Virtus, e non avevo ancora firmato che già mi chiamavano procuratori e offrire giocatori.
In carriera ho avuto centri “pesanti”? Centri bravi, per prima cosa, ho sempre cercato di alternare due giocatori diversi, anche perchè per un centro è difficile giocare più di 20′, di solito alterno uno di post basso a uno atletico. Ma non ho preclusioni.
Possibile Pajola in prestito? Non ne abbiamo ancora parlato
La cosa che deve pesare di più nelle scelte? Una buona chimica di squadra, e che i giocatori siano contenti. Quest’anno si tolgono i passaporti, bisogna stare attenti a mettere insieme i giocatori giusti.
Il mio basket? Essenziale il più possibile, sperando di usare al meglio le caratteristiche dei giocatori. E spumeggiante, correre, far divertire il pubblico. Anche perchè a Bologna c’è un grande clima, un grande pubblico, speriamo che il pubblico ci aiuti.
La strategia del mercato? Dobbiamo confrontarci, ma vorrei mettere giocatori chiave, che possano anche sopportare la pressione di basket city. Ci vuole un po’ di esperienza, mixata a gioventù e atletismo. Io nel corso dell’anno mi segno i giocatori che mi piacciono, inizierò da quelli.
Il vice? Non lo so, è molto prematuro. Servirà uno staff che segua questa filosofia e ci dedichi del tempo. Fare coppa e campionato richiede moltissime energie.

Poi, altre parole di Sacripanti a radio e TV. E’ stata una cosa fulminea, chiamato da Alessandro alle 11.40 di sera e il giorno dopo abbiamo chiuso. Ho detto al mio procuratore che era la mia prima scelta e si doveva fare subito. Vengo da tre anni molto belli ad Avellino, ma le avventure finiscono, e c’è grande orgoglio per allenare la Virtus.
Obiettivo? Arrivare a competere con le grandi, a Bologna c’è una pressione incredibile, si respira pallacanestro. Con un un pubblico e una società così dovremo essere all’altezza. Il doppio impegno non è facile però dobbiamo riuscire ad allestire una squadra di una certa forza. Una base ce l’abbiamo, Aradori, Baldi Rossi e Pajola, poi vediamo se sarà confermata o no. Il primo step è sondare il mercato per trovare qualche giocatore solido, questa è la parola che mi viene in mente. Solidità, in una piazza esigente come questa, tutti mi hanno messo in guardia dall’enorme pressione che c’è a Bologna.
Un messaggio ai tifosi? Daremo tutto e lavoreremo 24 ore al giorno. Quest’estate ho lavorato con Messina e Consolini ed è stata davvero una grande fortuna.

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