La Virtus femminile ha presentato il suo nuovo corso, che riparte con due colpi da novanta. Il coach della Nazionale Femminile – Lino Lardo – che torna in bianconero, e soprattutto Cecilia Zandalasini, la miglior giocatrice italiana.

Ecco le parole dei presenti alla Segafredo Arena.

Zanetti – Come società facciamo il possibile per rimediare, poi il campo è quello che determine vittorie e sconfitte, come deve essere nello sport, è il bello dello sport. Per questo la Superlega nel calcio non ha funzionato.
Io considero la squadra femminile – non dico la più importante – ma molto vicino al mio cuore, perchè mia madre giocava a pallacanestro, e perchè in questa città una squadra femminile non ha mai vinto uno scudetto. Sarebbe un fatto storico fare bene con le donne. Le ragazze hanno fatto una cosa eccezionale, partendo dalla A2 e arrivando quarte in A1, bravissime. Ora dobbiamo fare un altro passo, per far diventare la squadra ancora più forte. Le avversarie sono Venezia e Schio, e dopo un quarto posto speriamo di arrivare terzi o secondi, comunque con una squadra degna del nome Virtus: non che quest’anno non lo sia stata, ma compito mio e di Baraldi è quello di fare sempre meglio.
Intanto abbiamo cambiato allenatore, perchè quello attuale – che ringrazio – ha detto che non se la sentiva, e noi abbiamo trovato il meglio che c’era, ovvero il coach della Nazionale, Lino Lardo, che conoscete bene perchè ha giocato già in Virtus.

Lardo – Sono molto entusiasta di questo incarico. Ringrazio chi ha puntato su di me per continuare questo percorso con la Virtus femminile. Sono molto motivato, credo in questo progetto, spero si possa puntare subito a risultati importanti: ognuno dovrà dare il massimo per raggiungerli. Io ho iniziato un percorso alla Virtus, lanciando dei giovani, quindi conosco l’ambiente e lo stile. Non sono sport diversi, maschile e femminile: invito tutti a seguirci, c’è atleticità, ci si diverte, e anche tra le donne ho mantenuto la stessa mentalità. Non so se sia un record aver allenato sia uomini e donne nella stessa società, ne sarei orgoglioso.
La differenza nell’allenare uomini e donne? Si fa squadra in più breve tempo, c’è forse maggiore voglia di fare squadra dove c’è meno atleticità e capacità di deciderla da soli, e questo è ancora più stimolante per un allenatore.

Zanetti – Poi abbiamo preso la Cecilia Zandalasini! Chiaro che attorno a lei dovremo trovare giocatrici a suo livello, ma oggi è la sua festa.

Baraldi – Noi crediamo tantissimo in questo percorso. Crediamo nello sport femminile, e vogliamo fare bene anche nel basket. Con l’arrivo del coach e quello di Cecilia abbiamo messo una pietra miliare importante, e oggi è come quando nel maschile sono arrivati Teodosic e Belinelli. Facciamo bene, e lo facciamo nella nostra casa. E ringraziamo chi ci permette di godere di un impianto come questo, così come ringrazio Marco Belinelli che è venuto qua oggi, senza essere obbligato, perchè si sente parte di questo progetto. Nei prossimi giorni ne arriveranno anche altre, di novità, e nella prossima campagna abbonamenti ci saranno incentivi per avere pubblico in entrambi i campi.
Offriremo una squadra di alta competitività, per il campionato italiano e l’Eurocup, questa è l’altra novità. L’obiettivo minimo è arrivare alla finale scudetto, per andare in Eurolega.
Il contratto? Biennale per Cecilia, estensibile al terzo anno. Con Lino annuale, ma l’idea è di continuare, l’impressione iniziale è stata davvero ottima

Zandalasini – Ringrazio il signor Zanetti e Baraldi per questa opportunità. Felice di tornare in Italia e di vestire la maglia della Virtus, a Basket City. L’esperienza in Turchia mi ha aiutato sotto tutti i punti di vista, mi sono dovuta adattare ed è qualcosa che mi ha aiutato a crescere in una squadra dal livello molto alto. Ho imparato tantissime cose, sono contenta di tornare in un campionato che sta crescendo sempre di più e che sarà divertente giocare. E’ una bella sfida.
Siamo poco considerate mediaticamente? Non saprei, io gioco a basket, amo il basket, lo seguo e guardo le partite, non faccio paragoni con la pallavolo. Il nostro movimento sta crescendo, speriamo di avvicinare tanta gente e di riempire questo palasport. Non sarà facile farlo come capita con la maschile, ma sarebbe una grande soddisfazione.
Giocando in una squadra come il Fenerbahce, l’obiettivo comune era vincere l’Eurolega. Avere un obiettivo comune e percorrere la strada tutti insieme è la strada per il successo.
Bologna? Non la conosco molto, ho solo visto il centro un paio di volte. Mi interessa molto conoscerla e vivere la città.
Con la Nazionale iniziamo sabato, l’idea sarebbe comunque quella di andare in WNBA e disputare la seconda parte della stagione, ma vedremo dopo gli Europei.
Il mio numero è il 24, il numero di Kobe, ce l’ho da quando avevo 15 anni, ci sono molto legata per ovvi motivi.

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