Kassius Robertson è stato presentato presso la sede di Tulipano Impianti, sponsor Fortitudo.

Le parole degli intervenuti.

Marco Carraretto – “Ringrazio Tulipano di averci accolto in questa sede. Siamo molto vicini alle realtà che sono vicine alla Fortitudo. Per noi E’ un piacere essere qui a presentare Kassius. Kassius è stato uno dei primi acquisti della Fortitudo di quest’anno. Un acquisto che avevo già iniziato a fare alla Summer League di Las Vegas dove sono andato con Antimo. E’ uno dei giocatori su cui la Fortitudo poggia la sua parte offensiva, ottimo tiratore da tre, grande giocatore di pick and roll, ma vedendolo giocare in Fortitudo ho notato che è anche uno dei migliori difensori della squadra. Grande energia, grande potenzialità, sono sicuro, dopo averlo visto anno scorso in Germania, anche nel campionato italiano è un giocatore che può dire la sua”.

Kassius Robertson – “La squadra è molto talentuosa, in ogni spot ci sono giocatori di grande talento, partendo dai due playmaker passando per la posizione di ala con Aradori, le due posizioni di centro e ala e anche dalla panchina ci sono giocatori di grande esperienza. Stiamo ancora lavorando, possiamo crescere ancora molto nella chimica di squadra, ma stiamo fortificando la nostra identità difensiva perché quando siamo capaci di fare una difesa aggressiva, siamo anche capaci di vincere le partite, l’atacco è una consegunza positiva di una buona difesa. La preseason è andata bene, siamo pronti ad affrontare questo campionato che sta per iniziare”.

L’Accoglienza dei tifosi? – “Mi ero documentato prima di venire, ma non immaginavo così tanto calore vicino alla squadra. E’ spinta per giocare bene e al massimo. Sono molto contento di questo spirito e di questo legame così forte tra squadra e tifosi”.

“Sto studiando la situazione, un nuovo campionato, un nuovo modo di giocare rispetto all’anno scorso. In questa fase di studio non ho voluto forzare troppo le situazioni. In fase di studio sia di qualità dei compagni, del mio modo di giocare, delle difese. Processo di crescita che mano a mano migliora, anche io mi troverò nelle condizioni di mostrare tutto il mio potenziale”.

La tua stagione in Germania? Ti senti il meno esperto in una squadra molto esperta? “Quando sono venuto in Europa anno scorso ho trovato molta difficoltà per 10-15 partite. Primo perchè differente modo di allenarsi e di giocare e poi perché dovevo trovare feeleing con la nuova posizione europea. La differenza rispetto all’anno scorso è che allora c’era squadra inesperta con tanti giovani, quest’anno molto esperti, molto a mio agio a confrontarmi con giocatori che conoscono bene questo campionato, con esperienza europea, che possono velocizzare mio processo di maturazione. L’anno scorso ho giocato coppe europee, confrontato con diversi campionati, guardare stile europeo.
E’ difficile fare il paragone con campionato italiano, fatto solo due partite con squadre italiane di categoria, non ho ancora parametri di confronto efficaci”.

Sei di Toronto, tifi Raptors? “Sono nato nel 1994, quando fu fondata franchigia di Toronto, sono un fan sfegatato di Toronto. Molto contento che il titolo sia arrivato in Canada. Questo ha influito sul tessuto sociale, ha fatto sì che si sviuppassero allenatori e modo di insegnare basket e modo di avvicinare basket ai ragazzi. In Canada il primo sport è l’hockey, ma è molto costoso. Chi ha possibilità di potersi permettere questo sport, può provare a diventare un fuoriclasse dell’hockey, gli altri si avvicinano ad altri sport. Tra questi il basket sta crescendo sempre più come popolarità. Ho cominciato attorno agli 8-9 anni e ho visto che poteva essere la mia strada”.

Il derby? “Ne ho sentito parlare l’anno scorso quando ero venuto a Bologna a giocare in Coppa con la Virtus. Anche all’estero questa particolare è particolare. Contento di giocarlo, ma essendo un professionista per me sarà una partita come un’altra in cui cercherò di dare il 110% come ogni volta che scendo in campo, come faranno tutti i miei compagni.
E’ molto tranquillo –
dice Carraretto – quasi glaciale. Non la sentirà particolarmente”.

La città di Bologna? “Ho la casa in centro. Mi piace girare per la città, viverla nelle pause tra allenamenti o nei giorni liberi. Non ne vogliano i tifosi tedeschi, ma qui è molto più buona la cucina. Il mio piatto preferito sono le lasagne alla bolognese. Ho trovato dei posti dove le fanno molto buone. Anche fuori dal campo è una città che mi piace vivere”.

Hai seguito i Mondiali? La nazionale è un tuo obiettivo per il futuro? “Mi aveano chiesto di fare la qualificazione al Mondiale, ma siccome ero in Europa ed ero al primo anno da rookie avrei perso troppo tempo nella preparazione. Il mio allenatore tedesco non avrebbe visto di buon occhio la scelta di andare in Nazionale così ho scelto di rimanere in squadra tedesca. Mi farebbe molto piacere tornare a giocare in nazionale canadese, dipenderà da come giocherò, da come farò il training camp. Visto che l’allenatore della nazionale è quello dei Raptors per me sarebbe un onore giocare in nazionale ed essere allenato da un allenatore del suo calibro”.

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