Le parole di Gabriele Procida nel giorno della sua presentazione.

“Sono molto contento di essere qua a Basket City, sono orgoglioso di far parte di questa società e non vedo l’ora di conoscere tutti”

E’ stata una trattativa lunga. La tua scelta di venire qui è stata sempre certa? “Ero deciso, dopo aver parlato con i miei procuratori e con Repesa, la cui telefonata ha giocato un ruolo importante nella scelta. E’ il posto migliore per crescere, sia a livello personale che a livello di squadra”

Obiettivi? “Personali crescere giorno dopo giorno e diventare la mia versione migliore. Come squadra voglio arrivare il più in alto possibile e fare del nostro meglio”

Repesa ha influito nella tua scelta? E quanto punti ancora all’NBA come hanno fatto Delfino e Belinelli, che lui ha allenato? “Ora non è il draft il mio obiettivo, ne parleremo a fine stagione dopo il lavoro quotidiano. Io ho guardato molto Belinelli, anche Delfino, ed entrambi sono stati miei modelli, più Marco perchè è italiano e quindi l’ho seguito di più”

Pensieri per la Nazionale? “Ho fatto Under 16 e 18, in Nazionale ho esordito a febbraio. E’ il sogno di tutti, anche questo è un obiettivo, essere nei prossimi anni all’Europeo, perchè vestire quella maglia è sempre un onore”

Ci sono già giovani forti in Nazionale. “Ci sono giocatori molto giovani, è in atto un cambio generazionale, quindi è una motivazione in più”

Cosa ti manca per arrivare a quel livello? “Lavorare su tutto, fisico, difesa, tiro, palleggio, qualsiasi cosa anche a livello mentale”

Il tuo ruolo? “Io mi sento guardia, ma anche ala piccola, dipende da dove il coach vorrà impiegarmi. Da guardia mi manca palleggio e ball handling, da ala piccola mi serve qualche chilo in più, ma ci sto già lavorando”

Quest’anno hai fatto fatto 24 punti contro Repesa e con la Fortitudo ci hai fatto praticamente uno spareggio. “Dei 24 punti ricordo soprattutto che abbiamo perso e quindi non ero molto contento, perchè fu una brutta sconfitta a livello di squadra. Contro la Effe c’era la pressione di tutti per evitare di retrocedere, io ho fatto del mio meglio ma non ci siamo riusciti. Anche lì buona gara mia, ma non conta”

Il miglior ricordo a Cantù? “Lo scudetto Under 16 con i compagni, e la vittoria nel derby quest’anno, in una gara molto sentita e difficile dopo il cambio allenatore. Sembrava che tutto l’ambiente avesse trovato l’entusiasmo per salvarci”

Anche a Bologna c’è un derby. “Non vedo l’ora di giocarlo, magari con la Fossa sugli spalti, mi piacerebbe tanto”

Hai un triennale con uscita, che step ti sei prefissato? “Fare i playoff, arrivare alle finali di Coppa Italia, poi si vedrà a lungo andare, anche con gli obiettivi della società”

Qualcosa di te? “Sono nato a Como, ho iniziato a giocare a basket a 3 anni con i genitori che mi portarono nella palestrina del paese. Avevo vari sport tra cui scegliere, e il basket è quello che più mi ha appassionato. Hobby? Quelli della mia età, uscire, playstation, leggere di basket, informarmi. Ho conosciuto ad Agropoli, dove vivono i miei parenti, la mia ragazza Antonella, anche lei è sportiva ma per ora studia e basta. Le piace sciare”

(Foto Pavullese Olimpia)

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