La presentazione del nuovo Amministratore Delegato della Virtus Bologna Alessandro Dalla Salda presso gli uffici della Virtus Bologna. Presenti il presidente Alberto Bucci e il vicepresidente Giuseppe Sermasi.

Alberto Bucci: Buongiorno a tutti. Siamo riusciti a chiudere il contratto con Alessandro. Darà con la sua esperienza più valore alla Virtus. Continuiamo a crescere, diamo l’acqua giusta ogni anno all’albero per crescere. E’ un arrivo importante data la sua esperienza in Virtus.

Alessandro Dalla Salda: Grazie e buongiorno a tutti. Prima di un dirigente sono uno sportivo. Sono emozionato e responsabile di essere in un club con una storia straordinaria. Darò tutto me stesso al di là di quelli che saranno i risultati sportivi che comunque dovranno essere brillanti. Il lavoro da fare è tanto. Dobbiamo creare una organizzazione forte, con competenze giuste e ruoli chiari. Arriverà un direttore sportivo non appena la sua attuale società terminerà il campionato. E dovremo trovare una mentalità da vincenti.


Allenatori? Sin dal primo momento da quando la Virtus mi ha contattato ho provato a tracciare un profilo per il nuovo allenatore. Un profilo internazionale che oltre ad allenare avesse un curriculum importante. Realisticamente è da oggi che iniziamo questa ricerca. Il mio profilo è stato tracciato. Il coach è come un capo reparto. Non era l’individualità che rendeva la Virtus importante ma era la forza della sua organizzazione.
Obiettivi? La società mi ha detto che vuole crescere, migliorare, senza spese folli. Di conseguenza penso che la Virtus debba essere sempre nelle prime otto della classifica per la sua storia, tradizione e per quello che vogliamo fare. Dovrò essere capace di valorizzare il marchio Virtus passo dopo passo. Ho la certezza di poter lavorare sui livelli spesa dell’anno scorso e cercare di aumentare i ricavi con l’intento di promuvoere il marchio Virtus Bologna, che è bellissimo.


Un allenatore part-Time? Ho una mia idea, anche se dicendola non vorrei bruciare dei tecnici bravissimi. Vorrei un allenatore Virtus full-time. Per questo progetto abbiamo bisogno di un allenatore sempre presente, soprattutto quando inizia il rapporto. Stiamo valutando allenatori anche che possano reggere un doppio impegno, part-time, però l’identikit tracciato è per un full-time.


Le difficoltà per essere un dirigente Virtus? Sin dal primo momento ho sentito di dover venire alla Virtus. Sono un professionista. Sapevo che ci sono delle difficoltà ma sono stimolato da questo progetto. Prima cosa dobbiamo formare una struttura solida. Dividiamo subito la società in quattro aree (amministrazione, marketing, comunicazione e sportiva) organizzandola molto bene. Senza questa divisione non potremmo fare il salto di qualità che vogliamo fare. Non tutti devono fare tutto, c’è bisogno di mansioni certe. Ordine, organizzazione, quantità di lavoro, stimolo di lavorare più degli altri.


Giocatori italiani? Il mio giocatore vorrei che fosse valutato per la sua qualità ma non per la eleggibilità del suo passaporto. Ci sono le regole e le rispetteremo, ma gli italiani sono un problema relativo, c’è chi è più bravo che giocherà e chi no.


Un torneo Internazionale a Bologna? Non lo so, vedremo.


Un eventuale pensiero alla Unipol Arena? Non ho preso in considerazione in ambito economico eventi in impianti così grandi. Adoro il PalaDozza ma se la società mi chiederà di prendere in considerazione l’Unipol l’analizzerò in termini di botteghino. Sarà un problema che ci porremo più avanti.

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