Nel mezzo dell’estate più calda per la Fortitudo, da anni a questa parte, con passato prossimo che sembra ormai ultraremoto, e futuro che per molti non potrà che essere altamente imperfetto, capita a fagiolo la presentazione del libro di Franco Faccenda “Avere o Essere – Lettera aperta ai miei figli sull’Amore per una grande squadra di basket”, tenutasi alla Festa dell’Unità di Castel Maggiore e introdotta dal sindaco della città, Marco Monesi, di fede Fortitudo.

Nelle parole dell’autore, il perchè di questa pubblicazione, prodotta da Carlo Orzeszko, edita da Enjoy, con proventi che in parte andranno in beneficienza.
“Voglio far capire ai miei figli cosa voglia dire piangere e gioire per questa squadra. Ringraziando intanto chi mi ha permesso di festeggiare due scudetti, e che ha ceduto la mano senza aver avuto dalla stampa e dalle istituzioni il plauso che avrebbe meritato: senza Giorgio Seragnoli, tutto questo noi non lo avremmo vissuto. Voglio far capire quale sia il modo di essere della Fortitudo, che porta i valori della fratellanza, della gioia di ritrovarsi alla partita e di lottare sempre, su ogni pallone, fino all’ultimo secondo. Nel libro voglio ricordare i valori di Don Mariotti, che quasi si inventò la Fortitudo per allontanare i ragazzini da cattive strade, e i tanti che l’hanno resa grande. Noi non siamo una squadra, una società di basket, ma persone che condividono dei valori: se lo devono ricordare tutti, a partire dalla nuova dirigenza, e questo sarà per sempre. E a chi ora storce il naso, che non vuole più venire alle partite, dico che è questo il momento di mostrarsi veri tifosi, perchè è nei momenti di difficoltà che dobbiamo riaffermare l’orgoglio Fortitudo”

Tra un aneddoto e l’altro, che hanno anche ricordato particolari più personali del suo arrivo in Fortitudo, microfono a Teo Alibegovic. “Fin da quel giorno a Reggio Emilia capii che questo è un mondo unico. La Fortitudo mi ha insegnato che si vive di qualità e i miei figli, che ora giocano nelle giovanili, hanno sempre comprato le magliette degli ultimi 14 anni, quindi anche quando eravamo lontani. Questo è un pubblico che commosse anche i tedeschi dell’Alba Berlino, quando videro in che modo venni accolto al mio ritorno da avversario. La Fortitudo è una cicatrice benigna che ti resta per sempre, e per sempre deve essere amata”

Presentato come la voce dell’ormai storico urlo “Saspense!”, e cronista di tante Fortitudo, ricche o povere che siano state, parola poi a Fabrizio Pungetti. “Nel DNA della Fortitudo ci saranno sempre l’autoironia, l’istrionismo, e quasi il masochismo di godere delle proprie sconfitte. E anche di chi sa che, alla fine, i poteri forti stanno sempre dall’altra parte. Ma tifare per questi colori è sempre significato stare fuori dal coro, essere anticonformisti e non amare la via facile. E questo anche quando Seragnoli ha iniziato questa favola di 14 anni: forse non è stato gratificato abbastanza per quanto ha dato, a partire dal restauro del Paladozza, ed è triste ricordarlo solo per le finali perse. Ma sarà difficile che un’altra squadra riesca a mantenere questa incredibile continuità ad alto livello, come è successo alla F. Noi forse torneremo con i piedi per terra dopo anni di favola, ma ci saremo sempre. Io spero di poter tornare ad urlare ‘Saspense’, ma che sia scudetto o salvezza sono state e saranno sempre emozioni. E se non sarà più caviale o champagne, ma sangue sudore e lacrime, noi ci saremo sempre. Ora forse ci sarà un ritorno alle origini e una perdita di fronzoli eccessivi, e questo potrebbe non essere un male. E poi, io ho sempre l’illusione, chiamiamola così, che Seragnoli tornerà, per cui resistiamo”

Alla fine, c’è stata anche qualche parola di Alibegovic sulla sua situazione attuale. “C’è stata una trattativa lunga, silenziosa, di cui io leggevo sui giornali ma non sapevo altro. Io per stare qui ho accettato di fare il dirigente, mettendo da parte la carriera di allenatore, e ora non so cosa farò. Si sono dette tante cose, ma alla fine sarà Martinelli a decidere quali saranno, eventualmente, i miei compiti. Non so quali siano i suoi progetti, di certo Palumbi e Gambini, che fanno parte del CDA, ne sapranno di più. Aspettiamo, sono giorni nervosi, ma per far bene le cose ci vuole tanta pazienza. E, comunque andrà, la Fortitudo sarà sempre con me, ovunque io sarò”

Enrico Faggiano

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