Il nuovo acquisto della Fortitudo – Alex Charles Legion – che ha già svolto il primo allenamento agli ordini di coach Matteo Boniciolli. è stato presentato al PalaDozza, introdotto dalle parole del presidente Gianluca Muratori:

Siamo lieti di poter dire che abbiamo formalizzato tutto nelle prime ore di questa mattina. Sono sicuro che Legion sia il giocatore che serviva a questa squadra per poter ambire a completare al meglio questo campionato e giocarci fino in fondo tutti i playoff. Sono molto contento perchè l’ho visto allenarsi questa mattina e mi pare che sia assolutamente in forma e che abbia lo spirito giusto, do quindi a lui il benvenuto in famiglia, come si usa fare qui in Fortitudo.

Ecco le prime parole di Legion da giocatore Fortitudo:

Ringrazio Reggio Calabria per l’opportunità che mi ha dato, e anche la Fortitudo. Sono davvero eccitato perchè arrivo a giocare in un club storicamente molto importante, non solo a livello italiano ma anche a livello europeo. E’ un onore per me. I tifosi qui amano il basket, io amo il basket, non sento la pressione. Ho parlato con coach Boniciolli stamattina, mi ha spiegato e mi ha fatto capire il mio ruolo all’interno della squadra. Credo che questa sia un ottimo gruppo, già anche quando non c’ero io. Hanno poi preso un giocatore come me che ogni tanto esce fuori dagli schemi e si crea tiri da solo sfruttando gli uno contro uno. Sono davvero entusiasta di questo ruolo e di giocare.

La pressione? Non la sento. Perché sono un professionista, questo è il mio lavoro. Nella mia carriera sono sempre stato un realizzatore, anche se pur andandoci vicino per esempio non ho mai fatto i playoff qui in Italia. Coach Boniciolli mi ha dato un ruolo che consiste nell’aiutare la squadra nei momenti difficili, quando dobbiamo segnare, quando c’è bisogno di un gioco utile. Questo è quello su cui mi focalizzo qui, non necessariamente cercare di realizzare 20 punti a partita ma piuttosto cercare di giocare una pallacanestro che ci possa essere utile.

Sicuramente questo è il più grande traguardo della mia carriera. Roseto è stato un buon posto per me qui in Italia, anche Trapani, ma come ho detto qui siamo a Bologna, la Basket City d’Italia. Trovo sia una situazione simile che ho già visto all’Università a Kentucky, dove c’era la stessa pressione e si vivevano le stesse emozioni. Non è questione di pressione, è questione di orgoglio, poter giocare bene per una realtà così importante. So che il derby qui è molto importante, sono due società storiche del basket italiano, ho anche visto la partita con 9000 persone presenti al palazzo. E ho capito che vincere o perdere è una questione di vita o di morte. Sono molto contento di aver la possibilità di giocarlo. Inoltre, anche se non so che rapporti ci siano con Roseto, però sono anche eccitato di tornare a giocare contro di loro, la prima squadra che mi diede una chance in Italia.

Credo che ogni giocatore professionista vorrebbe giocare in un’atmosfera come questa. Con tifosi del genere ogni partita. Dal quale poter trarre energie e motivazioni. Per me, come ho già detto, è un onore. E cercherò di impegnarmi per la maglia e per i tifosi ogni domenica.

Riguardo alla fase difensiva, solitamente in ogni squadra in cui ho giocato prima mi si chiedeva soltanto di segnare. Dovevo prendere le decisioni, dare il massimo in attacco e riposarmi in difesa. Quando ero alla Viola, alcune partite giocavo 40 minuti, quindi per me da americano, oltrettutto, non era difficilissimo fare 30 punti. Qui è diverso, c’è una rotazione dei giocatori molto più lunga. Devo giocare intensamente entrambe le fasi: devo essere in grado di giocare in difesa allo stesso livello di quando gioco in attacco.

Cosa non sta andando a Reggio? E’ una squadra ricca di talento, ma molto giovane, quindi giocavo di conseguenza molto d’istinto. Essendo una squadra molto giovane per gli avversari è anche molto facile da scoutizzare, perchè la cosa principale era fermare Legion. Ho cercato di coinvolgere anche i miei compagni e sono convinto che si può aggiustare la situazione perchè prenderanno giocatori d’esperienza, come Hawkins per esempio, che si inserirà in un gruppo molto giovane ma che è molto cresciuto rispetto all’inizio.
Credo comunque d’essere stato utile in Calabria. Non solo dal punto di vista statistico, ho anche aiutato i miei compagni a migliorare individualmente.

Conosci qualcuno? Mancinelli, ci ho giocato contro quando ero a Trapani. Ha grande espeirenza. E’ un giocatore che segna ma allo stesso tempo gioca soprattutto per la squadra. Avere un giocatore che sacrifica le proprie statistiche per aiutare i compagni è fondamentale in questo campionato.

Boniciolli? Lo conoscevo già dai tempi della Stella Azzurra, due anni fa. Collaborava con la squadra. E’ un grande esperto di basket, mi sta aiutando nella mia tecnica di tiro e nell’applicazione difensiva (ride, ndr). E’ un grande intenditore e amante della pallacanestro, sarà divertente lavorare con lui.

Il video, grazie a Laura Tommasini di Sportpress

(foto Roberto Serra – Fortitudo Pallacanestro)

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