L’esclusione dai Mondiali per scelta tecnica, ufficializzata dalla FIP ieri mattina, e comunicata da Meo Sacchetti al giocatore, ha messo fine alla complicata estate di Pietro Aradori.

Il giocatore bresciano, che alla fine della stagione scorsa era il capitano della Virtus e titolare di un anno di contratto a cifre decisamente ragguardevoli, ha prima visto la società bianconera rifiutare di prolungare (o spalmare) tale contratto, poi è stato messo fuori rosa, finendo per transare e firmare un quadriennale alla Fortitudo. Infine, l’esclusione dalla Nazionale, che di certo è pesante, dato che è arrivata subito dopo aver raggiunto e superato le 150 partite in azzurro, e dopo aver giocato tutte le partite di qualificazione, di cui dieci da capitano, in assenza di Gigi Datome. Insomma, in pochi giorni il mondo di Aradori si è capovolto, e rabbia e delusione sono comprensibili.

Aradori rientrerà oggi in Italia, e nei prossimi giorni raggiungerà la Fortitudo nel ritiro di Lizzano in Belvedere.
Ora è tempo di ricominciare, accantonando anche le polemiche social, anche da parte del suo procuratore. E la Fortitudo può essere il posto ideale per farlo.
Alla Effe Aradori avrà un posto da titolare, sarà trattato come un americano, e ci aspetta che renda da tale. Inoltre ci sarà il ritmo più “tranquillo” di una partita a settimana, e le motivazioni extra di giocare nella storica rivale della squadra che non ha voluto confermarlo. Il talento per fare un’ottima stagione non manca di sicuro, ora è tutto nelle mani del giocatore.

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