Dopo una giornata tumultuosa, fatta di silenzi successivi alle dichiarazioni della Gmac, ha parlato Gilberto Sacrati.
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<br><i>Dobbiamo ricordare cosa fatto da noi fino ad oggi, avendo rilevato una squadra con un milione di euro e che io ho coperto, che è tornata tra le prime otto. Ora non so di cosa stiamo parlando: futuro? Presente? Basket? Credito sportivo? Mescolare tutto è semplice ma complicato, e io ora cercherò di essere conciso. Io rispondo dicendo che i signori di Detroit non so nemmeno chi siano, ma dico anche, e confermo, che il brand Gmac è e sarà il nostro sponsor. E visto che le lettere non contano, vedrò di portarli qui di persona: non gente chiunque, ma dei presidenti, e parlerete con loro. Dobbiamo parlare di Parco delle Stelle? Esistono contratti, esistono situazioni che solo io so, e che mi tengo perché nulla c’entrano con il basket. Sabato ho visto uno striscione, “contro tutto e tutti”, e mi ha colpito: so di non essere solo, perché questa società si chiama Fortitudo, ovvero la Forza di andare avanti, e dimostrerò presto con i fatti che qui non ci sono fallimenti o altro. Io voglio fare il bene di Bologna e della Fortitudo, investendo tempo e denaro anche quando le porte sono chiuse, per la difficile situazione: posso chiedere in questo momento finanziamenti all’estero? Se riesco ad averli, sono bravo, ma io non sono uno che fa le cose così per farle. Sono nato dalla strada, ho una idea, un progetto, la città dovrebbe essere dalla mia parte e non contro, perché credo di fare il bene della città portando fondi esteri in Italia, e non il contrario. Bologna ha, e deve avere progetti importanti per il futuro: perché di questo progetto si parla solo come se fossimo dei disgraziati? Allora non parlerò più, se non con fatti che arriveranno presto, e vedremo dopo cosa mi verrete a raccontare.</i>
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<br><i>Io so quello che dico, ne sono certo, e la sponsorizzazione sarà Gmac, con sotto un altro marchio che imparerete a breve, di questo ne sono convinto. I tempi per scoprire le carte? One week, mi hanno detto, e lo saprete. Io ho detto che Gmac ci avrebbe accompagnato, che ci sponsorizzerà, e non che ci finanzierà. Tra Detroit, banche e Roma è successo il finimondo, ma io sono ancora qua, sapendo che quello non è il ramo giusto su cui andare a parare. E se io la settimana scorsa l’ho annunciato, è perché sono stato autorizzato a farlo: poi nei giorni successivi sono arrivati fax, ci sono state le elezioni, e un po’ di tempo è passato. Ma credete veramente che, chiamando una banca chiedendo se qualcuno ha un finanziamento, questi ve lo vengono a dire? Chi ha smentito sono stati quelli di Detroit, ma nessun altro lo ha fatto: se vedete cosa sia Gmac, questa è tre quarti dell’America, con decine di società, e ognuna ne ha altre collegate, sempre con questo marchio, con strutture sia finanzaria che automobilistica. E ho passato la notte in bianco, telefonando con i miei interlocutori per venire allo scoperto. Ma lo faremo insieme, dato che qui sembra che io sia un venditore di fumo e l’unico capro espiatorio esistente a Bologna. Ne prendo atto, come prendo atto che ho sbagliato la pubblicità della campagna abbonamenti Fortitudo, nella quale dovevo riprendere i leoni e metterli fuori dalla gabbia, per far capire se qualcosa c’è. Io ho sempre avuto rispetto per questa città, ma dopo quello che ho visto negli ultimi giorni sono diventato un leone: non ho niente da nascondere, sto lavorando in maniera onesta, e se non arriveranno i risultati siete autorizzati a criticarmi. E se qualcuno pensa di poter fare meglio di me, può chiamarmi e prendere il mio posto.</i>
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<br><i>Dobbiamo distinguere tra la Fortitudo come realtà sportiva e Gilberto Sacrati come imprenditore. E certi progetti sono difficili da spiattellare ogni giorno sui giornali, dato che sono mesi che abbiamo contatti con gli americani. Se poi vogliamo parlare della squadra, il referente è Savic, e non confondetelo con me, che sono il presidente, e che devo pensare ad altro. Non vado a mettere in crisi un progetto di questa portata solo perché devo parlarne prima: il Parco delle Stelle aiuterà la Fortitudo, ma è anche un investimento che con il basket c’entra relativamente. In questi giorni nessuno mi ha detto parole buone: eppure ho pagato il pregresso, ho combattuto per avere risultati, pagheremo il Credito Sportivo, e cerco di dare benefici a questa struttura, perché ho dei doveri verso chi paga l’abbonamento. Investo in un progetto futuro, in un Parco delle Stelle che potrebbe essere costruito ovunque, se a Bologna nessuno lo vuole. Veniamoci incontro a vicenda, e non parlerò finchè non ci sarà qualcosa da dire: ho sempre mantenuto i miei impegni, e continuerò a farlo, pur essendo difficile dover sempre combattere contro tutti. Io ricordo che “molti nemici molto onore”, ma anche che ho amici che mi seguiranno, perché io vado avanti per la mia strada convinto di fare questo per il bene di tutti. Manca un plastico del progetto? C’è chi lo ha visto, e se gli altri sono nel mistero vuol dire che l’effetto c’è stato. Questa strategia ha passato un iter molto lungo, e parlarne sarebbe stato sciocco, forse inopportuno. Ma oggi stiamo lavorando per la conclusione di questo progetto, siamo andati oltre studiando un piano finanziario, e arriverà un giorno in cui faremo una grande conferenza, con chi di dovere, per fare vedere questo progetto che andrà fatto vedere anche a chi dovrà valutare per le candidature ai Mondiali 2014: per loro è stato fatto un dossier, che resterà segreto fino al giorno successivo alla presentazione.</i>
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<br><i>Il Credito Sportivo? Parleremo con i direttori come già abbiamo fatto, anche se mi piacerebbe rifare i conti perché non vorrei ci fossero degli errori di calcolo, ma se dovremo pagare 600mila euro lo farò; io non ce l’ho con le istituzioni, ora non c’è motivo di avercela con nessuno se non con una città che dovrebbe essere contenta e invece sembra voltare le spalle. Ma io sono abituato a mangiare polvere: mi piego, ma non mi spezzo, pur con tutta questa diffidenza attorno a me. Se cambierò atteggiamento? Ripeto, dobbiamo distinguere tra il progetto imprenditoriale e quello sportivo: da imprenditore, non posso parlare di cose finchè ci sono discussioni in atto e contratti da firmare. Lavoriamo da mesi senza che le cose siano trapelate, su un progetto che fino al 4 dicembre non potrà essere svelato. Ma non vedo perché non si possa aspettare, se poi riusciremo a portare del buon basket a Bologna. E il discorso del main sponsor: noi ne avevamo dieci che volevano candidarsi, ma abbiamo aspettato in attesa di quello che poteva essere funzionale al nostro progetto. Non è che non lo volevamo, ma cercavamo qualcosa che fosse legato alla nostra impostazione industriale. Ora sono uscito allo scoperto perché dovevo farlo, nei prossimi giorni ci sarà altro: magari fra un po’ andremo tutti a mangiare insieme a spese mie, ma adesso mi serve una piccola mano, lasciando il silenzio su quello che stiamo facendo. Io ci sto mettendo la faccia, e se le cose non saranno come dico, tra una settimana consegnerò le chiavi della Fortitudo: e se non onorassi tutti i miei impegni il Comune andrebbe nei guai, cosa che non farò. Anche se potrei semplicemente pagare l’affitto del Paladozza e andarmene, quando invece sto cercando di valorizzarlo per lasciare una struttura più importante.</i>
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<br><i>Il nome sullo sponsor lo avremo dopo Siena, anche perché, scherzosamente, partire con una sconfitta non mi sarebbe piaciuto…

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