Ci sarà anche il clima delle migliori giornate, baci e abbracci tra tifosi ed ex compagni, ma alla fine quel che conta è la vittoria, e la Fortitudo pur acciaccata e fratturata limita le feste al prepartita, per poi andare a chiudere la questione Roseto con grande parte centrale del secondo tempo, leggeri patemi finali, ma in fin dei conti nessun vero e proprio bisogno di andare a chiedere dei bypass per il pubblico. Bene così, dopo la non perfetta prova di Imola, e in attesa degli eventi prossimi e venturi, trasferta di Piacenza in primis.

La Fossa canticchia l’inno nazionale (ma lo striscione “FIPertesi” potrebbe essere motivo di ennesimo sforzo del portamonete societario), le tifoserie gemellate si abbracciano a metà campo mentre l’ex Amoroso viene accolto come un eroe (applausi anche per Marco Carraretto, in parterre). Poi, alla partenza, c’è prima Roseto: Smith facile a superare la prima linea difensiva, Sherrod altrettanto a banchettare in area, qualche tripla, e 17-12 esterno. Boniciolli li ruota già tutti, mascherati compresi, e due triple di Campogrande sono l’ideale per mettere il naso avanti al 10’, 23-22.

Ricordato dalla curva il ventiseiesimo anniversario della strage del Salvemini, si riparte eccedendo nella ricerca del passaggio in area: per fare un po’ di break serve andare di contropiedi e di Montano (30-24), con le seconde linee di Roseto a perdere il derby con i parigerarchia bolognesi, e poi con 4 filati di Nikolic. 34-27, poi da un lato Smith dall’altro il meglio servito Knox fanno botta e risposta, portando al 20’ la faccenda sul 38-34.

Bulgaria difensiva rosetana, ma se in area la palla fatica ad arrivare non è che sia poi un male, se le mani da tre punti sono discretamente ispirate. Ergo, timidi tentativi di impatto e sorpasso ospite, ma triplone che rimettono un po’ di divario tra le truppe (54-47 al 28’). Smith viene ben staffettato, Roseto torna a uomo, ma non c’è abbastanza rapidità per contrastare il giro di boccia casalingo. Ancora Montano (3×3 nel quarto numero 3), 57-47 al 30’.

I buoi sono scappati, e stavolta Roseto non sa come farli, i suoi arrosticini. Ancora Montano, 64-50, e l’impressione è quella di una serata che potrebbe chiudersi senza particolari patemi di fine gara. Giusto ma non giustissimo, perché pur iniziato il rush finale con il solito decino di vantaggio la Fortitudo delle ultime battute tende un po’ a scollarsi, ma Fultz cicca il possibile -3 rendendo l’ultimo minuto, di riffa o di raffa, tranquillo. Alla prossima.

(foto Pierfrancesco Accardo Photography)

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