Ferrara dovrebbe provare a chiedere di giocarle tutte da queste parti, visti i risultati. Come in Virtus, anche in Fortitudo gli estensi fanno gol, sempre allo scadere, ma stavolta senza che Bologna abbia da recriminare su sirene o altre cose, dato che stavolta le foto danno ragione agli arbitri. Eppure sembrava poter andare diversamente, per come la Fortitudo era riuscita a tenerla in vita, aspettando come sempre l’altrui sfiatamento. Non è andata.

Stavolta lo striscione della Fossa contro la FIP è traducibile con poche nozioni di greco (“patetici” senza bisogno di conoscenze eccessive), c’è poi l’ovazione per il ritorno di Gianluca Basile – e Abele Ferrarini – al Paladozza, e via di danze. Che partono con Fortitudo sfilacciata, dignitosa nel reggere a metà campo ma fin troppo sonnecchiante sui passaggi in area, così ai primi girar di panchine il 14-9 del via viene ribaltato da Ferrara, che punge in corsa e da ferma fino al +6 (19-25), aggiornato al 22-27 esterno del 10’.

Si continua nel corri-e-appoggia, con la Fortitudo che ha più roba da mettere sulla bancarella e che, quindi, riappoggia la testa sul vantaggio grazie a frustate non scontate di Campogrande. Ferrara si arrocca sul trio Bowers-Roderick-Cortese, ma pur con 13 di fila del primo di costoro la Fortitudo riesce, in un florilegio di buone cose collettive davanti (e di riflesso problemi dietro, specie nelle sfide muscolari), a chiudere al 20’ avanti 49-48.

Cortese non è tanto tale, spara subito tre triple a mettere la partita in una certa direzione tra fischiate pesanti (antisportivo Italiano, tecnico panca Ferrara, quarto fallo dubbio dello stesso Cortese) e Bologna che non riesce a trovare continuità nelle proprie azioni. Non c’è la stessa estetica brillante del primo tempo, e la Fortitudo continua ad inseguire, crescendo un po’ dietro ma non trovando approdi davanti. Ergo, 65-66 Ferrara al 30’.

Qualche buon accoppiamento difensivo e maggiori respiri risparmiati permettono alla Fortitudo di avere qualcosa in più da mettere nel finale, con i primi vagiti di un astratto Knox a fare +7 e, comunque, non abbastanza grinta collettiva per fare la faccia dura ed incassarla. Esce per falli Roderick, ma la Fortitudo mantiene fin troppa testa svagata per far capire a Ferrara che non è cosa. Così Cortese torna protagonista, ne mette altri 6 di fila per il sorpasso (79-81) a 75”. L’ex però tremula in due occasioni dalla lunetta, permettendo a Montano – non esattamente l’uomo partita fin qui – di impattare, sempre ai liberi. 83 pari, ultima azione Ferrara, Cortese si libera ma non la chiude in appoggio, supplementare.

Contro una squadra che non ha più gente che possa portare palla, la Fortitudo non riesce comunque ad urlare come vorrebbe, mettendo un attimo il naso avanti (2 liberi di Italiano, 87-86), e impattandola poi con appoggio di Mancinelli. Bowers non ne ha, appoggio di Ruzzier stoppato, poi dopo il tiro alla viva il parroco di Mastellari c’è ancora qualche centesimo per la zampata, in tempo utile, di Molinaro. Clamorosa Ferrara, svagata Bologna.

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