Kenny Lawson, MVP del mese di novembre di serie A2 Est, è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.
Ecco le parole del centro bianconero:

Lawson sarà anche il grande ex del match di domani sera a Recanati. Un posto che ricordo con affetto. Ma adesso Bologna è un’altra storia, a cominciare dalle dimensioni. Una città molto più grande, anche se sempre vivibile, un mix tra modernità e tradizione. Ed è diversa anche e soprattutto per uno come me che vive di basket. C’è una grande tradizione, e ovviamente un altro tipo di pressione. I fan sanno di pallacanestro, e uscendo da un’annata negativa per la loro squadra del cuore si attendono risultati importanti. Un’altra dimensione.

In Virtus sto molto bene, ho trovato un ambiente perfetto per uno che fa il professionista nel basket. Dal coach al management, dallo staff tecnico a quello sanitario. Uno di quei posti dove ti facilitano le cose, e a te non resta che fare bene il tuo mestiere. Mi piace la Virtus, mi piacciono i suoi tifosi e mi piace Bologna, una delle città più belle in cui mi sia capitato di vivere.

Da ex a Recanati dunque, avvertendo che la classifica non significa nulla. Ci ho lasciato veri amici, come Maspero e Pierini, il capitano, ragazzi che rivedrò volentieri. E’ stata la città che mi ha aperto le porte dell’Italia, e per questo la tengo nella memoria. Una città a misura d’uomo, fatta di persone alla mano e sempre disponibili a farti sentire un po’ meno lontano da casa. E la società non mi ha mai fatto mancare nulla, il management ha mostrato una grande professionalità nei miei confronti. Recanati vive un momento difficile. Una sola vittoria, l’ultimo posto in classifica. Ma io conosco bene quell’ambiente, so che quello è un gruppo che non molla facilmente. Vincere ti dà maggiore tranquillità, è indubbio, ma sbaglieremmo se andassimo là convinti di trovare una squadra rassegnata. Saranno arrabbiati, invece, e dovremo essere pronti a un combattimento vero.

Quattro le vittorie consecutive di un gruppo alla ricerca del pokerissimo e dell’allungo ulteriore in classifica. Successi che ci danno morale e consapevolezza. Ma non autorizzano a fare previsioni su un futuro lontano, o su come andrà a finire la stagione. Noi continuiamo a ragionare della prossima partita, affrontiamo un ostacolo alla volta, e mi sembra il modo migliore per tenere il passo di un campionato lungo nel quale alla fine ci sarà un solo vincitore. Oggi dobbiamo pensare a Recanati, non certo a dove saremo in primavera.

L’armonia dello spogliatoio è una degli ingredienti principali. Non c’è un segreto in questo momento positivo. Se non il fatto che, al di là dei numeri, stiamo crescendo come gruppo, sentiamo forte il senso di squadra che coach Ramagli ci ha trasmesso. Si gioca uno per l’altro, ci si aiuta. E in tutto questo ci manca un tassello importante come Klaudio Ndoja, che pure il suo apporto e la sua esperienza le fa sentire anche se è costretto a stare fuori dalla gara.

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