Jonte Flowers è stato l’MVP della Fortitudo a Imola. L’ex Winona State ha segnato 30 punti (con 5/10 da tre) e distribuito 4 assist.

Il Resto del Carlino l’ha intervistato. Ecco le sue parole: Avrei preferito segnare meno ma vincere a Imola. Sono stato abituato a giocare per la squadra, dando il massimo solo in funzione della vittoria: le mie statistiche vengono dopo, molto dopo.

E’ il mio record in carriera? No. Ma anche se lo fosse non sarebbe importante, non sono qui per essere il miglior realizzatore del campionato, ma per far crescere la Fortitudo. La mia sfida è questa: far disputare alla mia squadra la miglior stagione possibile.

Il mio esordio in Italia? Sono sceso in campo preparato, e questo grazie al lavoro svolto da agosto. Avevamo voglia di giocare e fare bene. Forse è stato questo aspetto a farci commettere qualche errore di troppo. Sapevamo che Imola era un avversario forte ed era importante sbagliare il meno possibile. Non ci siamo riusciti ed io per primo devo impegnarmi ad essere più preciso.

Quali difficoltà ho incontrato? Non mi aspettavo un gioco così atletico. Pensavo che qui la pallacanestro si basasse più sulla tecnica, ma mi sono dovuto ricredere. Credevo che l’intensità e l’energia fossero caratteristiche del nostro gioco, ma non è così. Domenica i nostri avversari su questi piani ci hanno tenuto testa, poi sono stati più bravi di noi nel guardare avanti. Anche loro hanno commesso degli errori, del resto fanno parte del gioco, ma non si sono lasciati condizionare.

Problemi con il metro arbitrale? Questo è normale quando si gioca in una lega nuova. Ad esempio ero abituato al fatto che certi contatti venivano sanzionati, mentre qui si è lasciato correre. E’ normale e in questi casi la cosa importante è che il metro non cambi durante la gara. In questo i tre arbitri di domenica sono stati bravi.

Cosa ci ha insegnato questa sconfitta? Che per vincere bisogna ridurre il numero degli errori. Ad Imola in alcune fasi della partita siamo stati perfetti, in altre non siamo stati altrettanto precisi e concentrati.

Sorpreso dal calore dei tifosi? Sorpreso è poco: il nostro pubblico è stato “amazing”. Mi avevano spiegato che il loro sostegno era qualcosa di fuori dal normale, mai mi sarei immaginato quello che ho visto e sentito domenica.

Un bene o un male giocare già domani contro Mantova? Qualsiasi mio giudizio non cambia il fatto che giocheremo a tre giorni di distanza dalla partita di Imola. Dobbiamo vincere e per farlo dobbiamo dare il meglio di noi stessi. Abbiamo anche bisogno del sostegno del pubblico, un fattore a nostro favore.

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