Nazzareno Italiano è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco un estratto delle sue parole.

Sull'essere il "senatore" della Fortitudo. La cosa mi fa un certo effetto e ne sono molto contento. Quest'anno nello spogliatoio si respira un'aria differente, non so se sia migliore o peggiore anche perché saranno i risultati a dirlo, rispetto alle stagioni passate. Siamo un gruppo di persone consapevole di ciò che la gente si aspetta da noi e dove ognuno sa quello che deve fare e ha l'esperienza per farlo. Siamo molto carichi.
Io? Sono uno che si sbatte e penso di essere il prototipo del giocatore fortitudino. Credo di riuscire ad incarnare lo spirito giusto di uno che veste la maglia dell'Aquila: uno che si butta sui palloni e si sacrifica per la squadra. Questo è quanto mi viene chiesto di fare.


Sull'ambiente Fortitudo. E' stata imboccata la strada giusta e la dimostrazione più evidente arriva dalla campagna abbonamenti. Per due stagioni di seguito la società ha dovuto sospenderla prima della conclusione perché le tessere erano esaurite.

La trasformazione in ala piccola, pesante? Assolutamente no. Per tutta l'estate mi sono allenato per giocare in questo ruolo e anche durante la preparazione ho lavorato in questa direzione, poi gli infortuni mi hanno riportato alla posizione da ala gran- de. Non è una cosa automatica, ma continuando ad allenarsi lo diventerà.

Il derby manca? Assolutamente sì, sono partite che mi esaltano. In carriera non mi era mai capitato di giocare davanti a 9mila persone, in più ho saputo che le due partite in Italia hanno avuto un audience superiore a quello delle partite di NBA.

Sul rischio di dover salutare la Fortitudo in caso di promozione. Vorrei trovarmi in quella difficoltà.

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BIGNAMI CASTELMAGGIORE - UPEA CAPO D'ORLANDO 93-91