Nazzareno Italiano, veterano della Fortitudo, è stato intervistato da Luca Bortolotti su Repubblica.
Ecco un estratto delle sue parole.

Quanto è diversa questa Fortitudo dalle altre? Il primo anno eravamo giovani, avevamo un modo di giocare molto diverso, basato sulla fisicità, il pressing, con partite ogni due giorni poter mettere le stesse energie in ogni gara era un vantaggio. La stagione scorsa abbiamo inserito qualche esperto in più, ma Trieste era in formissima e ha meritato di passare. Ora sono andati via gli ultimi ragazzi della B, c’è esperienza doppia, e quando le cose non vanno bene hai giocatori che possono capirlo e ragionare di più.
Quest’anno è stata dura trovare l’amalgama? In realtà no, giocatori esperti e abituati a vincere sanno come si sta in una squadra che deve fare risultato, e aiutano chi come me non ha quell’esperienza.
Con l’arrivo di Pozzecco il minutaggio è calato. Il mio minutaggio è cambiato molto, ma non ho mai preteso di giocare 30′, ho sempre dato per quel che mi veniva chiesto. Non mi sento messo da parte, poi è chiaro che non è facile, e Pozzecco è il primo a dirmi che mi capisce. Gioco quanto e nel ruolo che mi chiede e sono contento, sono uno che vuole vincere e per farlo mette da parte il suo ego.
Arrivasse la promozione, il percorso sarebbe giunto al traguardo? Non rispondo ora. Ma so che il mio percorso qui non finirà mai, anche se andassi altrove sarò sempre un fortitudino. Mi ha contagiato, l’ho pure tatuata addosso.

(foto Fabio Pozzati – Fortitudo Pallacanestro)

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