Quando Massimo Zanetti entrò in fondazione Virtus, a ottobre 2015, un po’ tutti pensavano che si trattasse di un primo passo verso un impegno maggiore. Stessa cosa quando l’imprenditore del caffè aumentò la sua partecipazione – passando da socio sostenitore a fondatore – e poi quando Segafredo divenne main sponsor delle Vu Nere. Zanetti e il suo uomo di fiducia Baraldi avevano inizialmente smentito, anche se negli ultimi tempi si era capito che l’aria era cambiata, e che la possibilità di un impegno maggiore da parte di Segafredo c’era davvero. Finora però si trattava di ipotesi, per quanto fondate.
Da ieri invece è ufficiale, nero su bianco. Tutto quello che era stato ipotizzato nei mesi scorsi diventerà realtà a partire da venerdì prossimo, 27 gennaio, giorno in cui l’Assemblea dei Soci di Virtus Pallacanestro delibererà un nuovo aumento di capitale di 1.5 milioni di euro (portando il totale a 2.1 milioni), esattamente come fece lo scorso anno. La differenza è che questa volta qualcuno lo sottoscriverà. Segafredo Zanetti SPA verserà in modo da prendere il 40% delle quote, altri due soci già individuati ma non ancora ufficializzati (Camst è un nome credibile per uno di essi) prenderanno il (15% ciascuno per un altro 30%, la Fondazione resterà con il 30% delle quote e quel ruolo di supporto e garanzia che era stato originariamente pensato.

Luca Baraldi, uomo di fiducia di Massimo Zanetti e anima dell’operazione, entrerà in società. Un estratto delle sue dichiarazioni ai principali quotidiani: Per me questa è una gran bella giornata, speriamo lo sia anche per gli altri e per i tifosi della Virtus. Noi crediamo in questo percorso, e vorrei sottolineare che ogni volta che a Bologna viene sottoposto un percorso credibile, il dottor Zanetti risponde presente. Metteremo a disposizione della Virtus la nostra esperienza dall’esterno perchè abbiamo ribadito la nostra totale stima e fiducia a questo management. Noi entriamo come azionisti ma non nella gestione della società, che non ha bisogno di innesti. Siamo ambiziosi e Segafredo, come dice il presidente, è un marchio che di solito porta fortuna. In questi tre anni vogliamo dare stabilità alla Virtus e riportarla innanzitutto in A1. L’obiettivo era farcela in due stagioni, ma siamo in testa e ci proviamo. Per questo motivo daremo il nostro ulteriore contributo per rinforzare la squadra con un giocatore che possa arrivare nelle vicinanze dei playoff, e ci possa mettere al riparo da brutte sorprese. Non vogliamo lasciare nulla al caso. Una volta arrivati nella massima serie ci vorremmo consolidare e poi puntare al palcoscenico che compete alla Virtus, quello europeo.

Insomma – salvo cataclismi al momento non preventivabili – nel giro di una settimana la Fondazione andrà in archivio e la Virtus tornerà a essere una “normale” società di capitali, la cui quota di maggioranza relativa sarà posseduta da un imprenditore di livello mondiale, che ha un programma ambizioso e nelle prime dichiarazioni ha parlato di serie A ed Europa. Va da sé che per i tifosi Virtus i motivi per sognare ci sono tutti.

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