I protocolli di allenamento per le società non professionistiche sono pronti. Come riporta SB Daily il Ministero della Salute ieri ha inviato il documento, al quale hanno lavorato anche coach Capobianco e De Raffaele, che consentirà di ripartire con gli allenamenti a tutti i campionati dalla serie A2 in giù, fino alle giovanili. I protocolli sono più snelli rispetto ai professionisti. Esclusi test e tamponi iniziali e la creazione del “Team Squadra”, oltre all’idoneità sportiva basterà un’autocertficazione sottoscritta attestante l’assenza di sintomi di Covid e della conoscenza dei rischi di contagio, da consegnare al medico sociale e/o al referente Covid che ogni società dovrà nominare. Durante l’attività si seguirà una sorta di “automonitoraggio clinico” individuale. Previste tutte le pratiche di sanificazione di impianti e materiali prima e dopo gli allenamenti, e la necessità di distanziare le sedute di 10 minuti per non far incontrare il turno uscente ed entrante; sul campo al massimo 16 atleti e contatto fisico consentito nelle regioni che hanno dato via libera agli sport di contatto, ormai tutte. Previsto l’obbligo di mascherina per gli allenatori, la misurazione della febbre all’ingresso in palestra con termoscanner, al momento chiuse le parti comuni degli impianti a partire da spogliatoi e docce.
Un protocollo decisamente più applicabile e meno costoso rispetto a quello dei professionisti, anche se ci saranno comunque costi per le sanificazioni e ci sarà da capire quanto durerà l’attuale chiusura di spogliatoi e docce quando il clima diventerà meno mite.

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