Alla fine forse si dovrebbe abolire Imola dal calendario, come ha fatto la Formula Uno, perché ogni volta che ci si va, la Fortitudo ne esce piallata. Era successo anche quando si giocava contro Lugo, era successo l’anno scorso all’esordio, è capitato anche ieri. Non bene Bologna, che di colpo si è ritrovata stanca e confusa, al di là dell’assenza di Candi: Imola ha fatto la sua partita, ha meritato, e l’unica cosa che si è notata, nell’opaca serata biancoblu, è che tutti i bolognesi, o quasi, hanno giocato sotto i propri standard. Come a dire, se vogliamo, che si vince e si perde insieme, senza dei particolari losing effort, e senza qualcuno che, al contrario, faccia disastri in serie. Magra consolazione, ma è prova di squadra anche questa.

Boniciolli a fine gara ha detto qualcosa contro gli arbitri in generale (testimoniamo che, in effetti, non è che sia un suo classico), e ha fatto presente più errori difensivi che non in attacco. Tirando un sospiro di sollievo sulla mano di Ruzzier, sarà anche curioso, al netto di quello che possono valere queste cose, capire come l’ambiente assimilerà la sconfitta. Notando che, ogni volta che questo capita, ci sono drammi e capelli strappati più di quanto non necessitasse, a prova che non tutto l’ambiente sia poi sereno. Vero che si è alzata l’asticella parlando di promozione, vero che giocare senza uno o due titolari ha fatto perdere punti per strada, ma – e lo ripetiamo spesso – attorno a questa Fortitudo non c’è la giusta serenità. Buon che si torna a giocare già giovedì.

Per il resto, poco da dire: opaca davanti segnando un tentativo su tre o quasi, svagata dietro quando non si sarebbe dovuto sbagliare quasi mai. Ed ecco, quindi, arrivare una sconfitta contro una Imola che è difficile credere fosse così indietro in classifica. A prova che questo è un campionato davvero bello, da seguire. Molto. Anche quando questa bellezza ti fa male gli occhi e ti porta ad andare a sbattere.

Shine on you crazy diamond – Lo spettacolo sugli spalti, come unica cosa, dato che (forse Knox a parte) non è che qualche bolognese abbia poi fatto gran partita. Il resto lo si vedrà.

Another brick in the wall – Troppa confusione, questo è chiaro, ma qui si tratta di una partita sbagliata. Poi una divagazione. Sky avrebbe dovuto offrire, a pagamento, un servizio di livello superiore. Ci siamo ritrovati con partite dai rumori in sottofondo in playback, sovraimpressioni del punteggio sbagliate nelle azioni decisive, e la gara di Imola con telecamera in mezzo alla Fossa (pittoresca, ma una metà campo era di fatto impossibile da vedere) e cronista che tra “Ticchi è un quasi ex perché nel 2001 allenava la Futurvirtus Casalmaggiore” (strano, pensavamo allenasse il Progresso Fortitudo Castelgoffredo) e “Imola con i playoff di A2 dello scorso anno ha raggiunto uno dei migliori risultati della sua storia” (mah, ce la ricordiamo fare tanti anni di A1, anche i playoff con la stessa Fortitudo nel 1999, perfino le coppe europee. Forse era la FuturImola) dimostra che, insomma, il libretto degli appunti non è stato del tutto studiato. Cose che, le avessero fatte le nostre vituperate TRC o Nettuno, avrebbero smosso masse infuriate.

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