Matteo Imbrò è stato intervistato dal Resto del Carlino, a firma Massimo Selleri.
Ecco le sue parole sulla partita di Roma, che la Virtus giocherà senza Fontecchio e con Ray in dubbio fino all’ultimo a causa di una contusione alla spalla: Dovremo giocare una partita di cuore, senza ovviamente dimenticare la tecnica e la tattica, ma quando si è in una situazione di difficoltà è soprattutto il cuore quello che ti può aiutare a superare gli ostacoli.

L’anno scorso raddrizzammo una partita che sembrava persa? Roma era sul +15, ma noi riuscimmo a fermarla grazie alla zona 1-3-1 e portando così a casa i due punti. Questa squadra – però – è molto diversa rispetto a quella della passata stagione: noi facciamo dell’energia una delle nostre armi migliori e più le rotazioni sono ristrette più è facile arrivare scarichi alla fine.

Ho bruciato le tappe della riabilitazione sorprendendo anche coach Valli? E’ stato il mio primo infortunio con un lungo stop, e non avendo grande esperienza per me tutto era una novità. La cosa che mi sembrava strana è che con il cervello volevo compiere dei movimenti, ma il mio ginocchio non ci riusciva. Giorno dopo giorno ho capito che la difficoltà principale era riacquistare quell’automatismo e su questo aspetto ho cercato di concentrarmi. Percorrendo questa strada sono arrivato dove sono ora: sto bene e sono tornato a lavorare su quelle cose che devo ancora imparare.

Finora la Virtus ha dato l’impressione di essere una squadra a 360° che gioca a pallacanestro? Se per squadra a 360° si intene un gruppo coeso sì, se invece si vuole dire che il nostro gioco è già completo così com’è e deve solo essere più preciso allora dico di no.

Perchè? Stiamo bene insieme sia nel lavoro che nel poco tempo libero, però abbiamo tante cose da imparare per cui possiamo esprimere una qualità migliore. Durante il precampionato siamo stati molto altalenanti, poi al completo abbiamo vinto anche partite quasi proibitive come quella contro Reggio Emilia, una squadra che senza dubbio è più forte di noi. Le sconfitte ci hanno fatto bene perchè hanno evidenziato le aree dove possiamo ancora crescere.

Cosa auguro alla Virtus nel 2015? Intanto la salute di tutti noi perchè come stiamo sperimentando senza questa non si va da nessuna parte. Poi una salvezza senza tanti patemi magari passando per una qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia e per una partecipazione ai playoff. Forse sto sognando troppo, è meglio tornare coi piedi per terra e concentrarsi solo sulla partita di domani.

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