Il sottosegretario alla salute Andrea Costa, intervistato da Il Giornale, ha parlato di riaperture e della possibilità di riportare i tifosi negli stadi.
Un estratto delle sue parole.

Se crediamo nell’efficacia protettiva dei vaccini, e io ci credo, allora dobbiamo riaprire.
Lo scenario grazie alle vaccinazioni è cambiato non possiamo procedere con gli stessi criteri di un anno fa quando la popolazione anziana e fragile non era ancora stata messa in sicurezza. Ora il primo parametro da valutare per le riaperture deve essere quello della quota di popolazione vaccinata. Un criterio che oltretutto avrebbe due effetti positivi: da un lato le regioni sarebbero spinte ad accelerare ulteriormente la profilassi della popolazione e dall’altro anche il singolo cittadino sarebbe invogliato a vaccinarsi nell’ottica di riconquistare la piena libertà.

Riaprire soltanto in base alle vaccinazioni o anche tenendo conto di altri parametri? Il tasso di occupazione delle terapie intensive e il numero dei ricoveri per Covid19 devono sempre entrare nella valutazione, assegnerei però minor peso all’Rt.
Perché? Il traguardo per le riaperture non può essere l’azzeramento dei contagi: è un obiettivo impossibile, finiremmo per non riaprire mai. Dobbiamo invece evitare le morti ed i ricoveri un risultato che si ottiene vaccinando prima la popolazione a rischio e poi tutti gli altri, come stiamo facendo.

Occorre un segnale di discontinuità anche nello sport. Quale? Riapriamo gli stadi con ingressi limitati per l’ultima giornata di campionato. Molto più facile controllare così i tifosi che altrimenti si ammasseranno nelle piazze.

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