I più giovani se lo ricordano solo per il nome. Chi ha i capelli bianchi se lo ricorda invece anche come un giocatore unico sul parquet. Parliamo del più grande rimbalzista delle generazioni a cavallo degli anni 70 e 80, l’unico a vincere la classifica dei rimbalzisti NBA per cinque stagioni consecutive dopo Wilt Chamberlain e prima di Dennis Rodman.
Moses Malone.
Moses, oltre ad essere uno straordinario giocatore, ed artefice della vittoria del titolo NBA dei Philadelphia 76ers nel 1983, è ricordato come uno dei 3 massimo 4 più grandi rimbalzisti di tutti i tempi, perchè era un pivot sotto taglia: 2.08 dichiarati, ma c’è chi diceva fosse al massimo 2.05 con le scarpe…
In Italia, a Bologna, precisamente ad Anzola, più o meno negli stessi anni, qualcuno diceva che ci fosse il vero Moses e che quello negli States fosse una misera copia dell’originale: Claudio “Moses” Gambini.
Semplicemente il miglior rimbalzista nella storia dei Giardini Margherita. Due volte campione e autore di una delle più indelebili partite nella storia dei Gardens: 20 punti in faccia alla leggenda Michael Sugar Ray Richardson. Soddisfazione doppia (anche tripla) per lui che era fortitudino… Semplicemente il miglior rimbalzista nella storia delle minors. “Moses” Gambini, pivot sotto taglia di 1.92, era uno spettacolo vivente: grazie alle sue mani enormi toccava tutti i palloni, prendeva tutti i rimbalzi, aveva un campionario infinito di finte, ganci, semi ganci, uso del piede perno magistrale, un ballerino sulla linea di fondo, un tiro dalla media clamoroso.
Fino alla Serie C1 (vinta con Novellara), ha dato spettacolo col suo gioco, col suo modo di fare scanzonato, con la sua chiacchiera che tramortiva chiunque, col suo sorriso, con la sua gioia di vivere di pallacanestro e per la pallacanestro.
Da anni “Moses” era un fantastico istruttore ed un bravissimo allenatore. Due weekend fa, durante una partita di Serie D tra la Benedetto Cento e il suo Voltone, ha accusato un malore in panchina. Ieri, dopo 10 giorni di ricovero, non ce l’ha fatta.
Claudio Gambini ci lascia a soli 59 anni. Noi del torneo non possiamo fare altro che stringerci attorno al dolore dei suoi cari e di tutte le tantissime persone che gli volevano bene. La pallacanestro piange una bellissima persona, senza filtri, autentica e sincera. Il Torneo, nella prossima edizione, non potrà far altro che omaggiare quella grandissima “cartola” che dominava sotto i tabelloni.
Ciao Moses.
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(la foto è tratta dal libro sul Playground di Alessandro Gallo www.minervaedizioni.com/playground.html)

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