Il professor Marco Barla – referente dello sport del Politecnico di Torino – è stato ospite di “Scusate l’interruzione” su Radio International.

Abbiamo lavorato su un documento per la ripresa delle attività delle imprese. Il CONI ci ha contattati per scrivere linee guida per la ripresa del mondo sportivo “lo sport riparte in sicurezza”, che è stata la base dei vari protocolli emanati dal Governo, e poi le varie federazioni sportive hanno fatto decreti attuativi.

Tutti questi protocolli sono basati su due parole chiave “gradualità” e “responsabilità”. Bisogna riprendere in modo graduale, seguendo le indicazioni governative, per adattarci alla nuova situazione. E responsabilità per ridurre il rischio che il contagio possa riprendere.

Per tornare alla normalità totale? Bisogna vedere l’evoluzione della pandemia a livello nazionale e globale. Un fenomeno mai visto prima su cui non c’è tanto da scherzare, per questo i protocolli hanno l’idea della gradualità. Quello della FIP è uscito in versione “1.0” ieri, poi ci saranno adattamenti in tempo reale.

La mascherina per fare sport ci aiuterebbe a fare sport di contatto, come il basket. Alcuni produtti le stanno producendo per lo sport, ma non c’è ancora la certificazione. Col Politecnico stiamo lavorando per definire le caratteristiche di una mascherina per lo sport, che deve garantire una grande respirabilità (200 litri al minuto, il triplo di una chirurgica) e nel contempo filtrare.

Oggi per fare sport a qualsiasi livello sarebbe obbligatorio avere la mascherina o fare test? Sì, è corretto. In prospettiva è così. O con la mascherina, oppure decidendo che accedono all’attività sportiva solo coloro che sono “sicuramente sani”, nel calcio c’è un tampone per tutti ogni 4 giorni. E’ già difficile per il calcio, per lo sport di base non è percorribile. Bisognerà trovare alternative, speriamo che la situazione migliori, oppure bisognerà arrivare al più presto ad avere mascherine sportive.

Riapertura dei palasport ai tifosi? In questo momento non ci sono misure, si parla di allenamenti per atleti e chi assiste, non certo il pubblico. Per ora non si parla nemmeno di partite, è presto.

Perchè la pallavolo ha avuto il fattore di rischio più alto? In realtà c’è stata un’incomprensione. Le classi di rischio non è associata alla disciplina sportiva, ma al tipo di attività. Ad esempio per la maratona, quando mi alleno da solo ho una classe di rischio molto bassa, ma alla partenza della gara c’è un assembramento e il rischio è alto. La pallavolo ha classi di rischio diverse a seconda della situazione, c’è stata una mal-interpreazione. Detto questo, non si può dire che il rischio nella pallavolo non ci sia.

Il futuro? Io sono realista ma anche ottimista. Con gradualità o responsabilità torneremo a fare sport nei tempi corretti. Se servirà la mascherina useremo la mascherina, se potremo farne a meno lo faremo volentieri.

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