Ok, avevamo sperato in una vittoria mercoledì per poter guardare al futuro prossimo con meno terrore e maggior fiducia in quello che sarà. Poi però è successo quello che è successo, 64-35 di parziale in 22 minuti, e mani alzate (anzi abbassate, vista l’inadeguatezza dietro) davanti ad una Sassari che ha solo dovuto aspettare che si aprissero i cancelli. Difetti atavici, perchè ormai da due anni forse l’unico che ogni tanto riusciva a convicere la banda a difendere – con qualche aggiustamento di quintetto – era stato Dalmonte. Altrimenti Sacchetti prima, Repesa per quanto visto e Martino oggi, insomma, faticano.

Poi magari si segna anche (quarto attacco), ma con nessuna garanzia che non si prenda un cesto ad azione è chiaro che la salvezza sarà roba complessa, e tornare in trasferta dove si è 0-6 per cercare pepite non pare la cosa più facile. Però è chiaro: la squadra è questa – al netto delle frantumazioni di infermeria – e le caratteristiche dei singoli sono queste. Con giudizi spesso obnubilati dalle cifre, che non dicono quanta poca propensione ai lockdown nella propria metà campo ci sia. Si salvi chi può, sperando che Martino possa, in allenamento, avere la continuità di costruire con il gruppo quello che i singoli proprio non vogliono, non sanno, non possono dare.

Napoli, quindi. Non parente di quella del dance now dei playoff 2006, ma realtà recente che nata nel 2016 ha poi passato cambi di denominazione, diritti acquisiti, varie ed eventuali per poi ottenere la promozione in A1 nella scorsa primavera. Facendo fin qui abbastanza bene, con 7-6 di record e il sogno di raggiungere, da neopromossa, le Final Eight di Coppa Italia. Merito di una squadra a cui piace tenere ritmi alti (secondo attacco e quartultima difesa) soprattutto in casa. Stefano Sacripanti in panchina e l’esperto Jason Rich in cabina di regia (14 di media e il 49% da 3) come principale bocca da fuoco, per una squadra che qualcosa in corso d’opera lo ha cambiato. In particolare il saluto a Josh Mayo, sostituito da Jeremy Oargo (10 e 4 assist). Impatto più da comprimari per i nostri compaesani, con il lungo Zerini (6 di media) come principale produttore di punti italici.

Si gioca domenica, ore 18, diretta Discovery+ e Radio Nettuno Bologna Uno.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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