Praticamente mezza squadra di agosto esautorata, fuggita o sperduta nelle infermerie, la Fortitudo che ha appena salutato Gudmundsson (le migliori fortune: il ragazzo se le merita, il giocatore visto qua boh, quello visto prima di qua applausi) è ormai fatta e finita, in attesa di notizie da Mancinelli – i tempi potrebbero essere brevi – e ormai dato per smarrito Fantinelli. Ora serve riassestare Groselle e Feldeine (si spera di rivederlo in allenamento oggi, domenica chissà), ma a meno di ulteriori disastri questi sono e questi saranno. Sufficienti per la salvezza? Chissà, anche perchè davanti e dietro si muoveranno ancora, la Fortitudo spera di non doverlo fare più, e ci siamo capiti.

Una squadra con le sue caratteristiche, per cui è palese che cercare di vincerle a 70 non sarà facile visto che se ne prendono tante e non sempre si risponde a tono: curiosamente però domenica si gioca contro Tortona, la squadra contro cui Bologna ha perso lasciandone di meno (74) ma, quel giorno, facendone – in condizioni di extraemergenza – ancora meno. Ma il trend dice che si viagga più sugli 80, sugli 85: certi ruoli hanno attacco e non difesa, esperienza ma non fisicità, e insomma. A Martino il compito, sperando in allenamenti senza dover fare appelli e conte e un sacco di assenze scritte sul registro, di creare una difesa di squadra laddove i singoli troppo spesso si perdono tra tagli e ribaltamenti.

Tortona, quindi. Direte ma non ci hanno giocato poco fa?. Vero, ma le nuove regole sui calendari dicono che tutto ora è spaiato, e sarà l’anzianità di servizio dello scrivente, ma chissà se ce ne era davvero bisogno. I Trettrè al termine dei loro sketch, o Fantozzi dopo la visione di un certo film, avrebbero trovato le parole giuste per il commento. Ad ogni modo, squadra in estasi clamorosa, citando Donatella da Castelfranco Veneto: bilancio 8-7 a fine girone d’andata, F8 di Coppa Italia raggiunta, e per una realtà all’esordio in serie A ci mancano solo pizzette da portare domenica in sala stampa al Paladozza. All’andata, un mese e sblisga fa, vinsero i piemontesi contro una Effe ai minimi storici e con tre giocatori esordienti, in contemporanea, e finì 74-64. Sei uomini a 9 punti almeno di media e nessuno sopra i 28 minuti giocati a partita dimostrano che la squadra è lunga e che punti di riferimento per la difesa non ce ne sono tanti. E insomma, contro la squadra di coach Ramondino ci sarà da affidarsi anche alla fede fossaiola del patron Picchi: stavolta il suo posto sarà nella zona dirigenziale, e non in curva.

Si gioca domenica, ora 19, diretta Discovery+ e Radio Nettuno Bologna Uno.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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