In bilico tra lo strapparsi le vesti per l’1-3 in classifica e la consapevolezza di non aver fatto malaccio (per almeno 33′) sul campo di Sassari, la Fortitudo si appresta alla prima quasi-doppia della stagione, con Milano prima e l’esordio europeo pochi giorni dopo. Entrambe in casa, entrambe non semplici, e quindi a rischio di ulteriori borbottii se le cose non dovessero andare benissimo. Diciamo che non era Sassari la partita da vincere per essere tutti felici e contenti, e di certo quel che manca lo si sarebbe dovuto trovare tra Roma e Varese. Diciamo che sicuramente qualcosa manca per rendere il roster immune da colpe. Diciamo anche che è difficile capire, oggi, quali siano gli obiettivi reali della Fortitudo, al netto – ma nemmeno poi tanto – delle problematiche incassi. Salvezza? Basta e avanza. Salvezza in infradito? Basta. Playoff? Potrebbe bastare, forse. Meglio dell’anno scorso? Potrebbe non bastare.

Si sa che le squadre di Sacchetti cercano di farne uno più degli altri, si sa che qualche giocatore è promotore della DAD (Difesa A Distanza), e insomma non è che possa essere uno scandalo accorgersi che questa truppa non è adatta per vincerle a 70. Evitando di cadere nel quasi inevitabile ballo per cui se si vince va tutto bene e se si perde è tempo di riflessioni, si vada avanti avendo ben chiaro che non si potranno chiedere punti all’Olimpia. Oh, a volte può capitare – citofonare scorso anno – ma si eviti, appunto, di fasciarsi la testa se i Messina’s vinceranno, specie considerando le problematiche di infermeria di questi giorni. Sperando, intanto, che il cambio musica sia prima di tutto nell’insopportabile reggaeton di contorno.

Milano, quindi. C’è tanta di quella roba, in ‘sto roster, che andare a capire chi potrà essere nei 12 eccetera… Quello che scrivemmo poi anche lo stesso anno prima della stessa partita. Per dire: finora in campionato hanno giocato e messo punti in saccoccia 14 giocatori, dai 18 punti in 23 minuti dell’alona Leday alla sola presenza, 8 punti in 19’, del poi acciaccato Punter. Solo che, a differenza dell’anno scorso, stavolta Milano vince, e tanto. Imbattuta finora in Italia, con la sola Reggio Emilia a tenere il divario sotto i 20 punti. E allora sarà curioso vedere quale sarà l’accoglienza di chi ci sarà a Ettore Messina, che un tempo era amatissimo di là dai cugini (mai, cit.) e ora chissà. Chissà se l’equazione sul nemico del mio nemico possa concretizzarsi, e chissà se qualche bianconero, nel pomeriggio, non possa affacciarsi ad osservare la Effe contro l’antico condottiero e magari gufare non verso i cugini (mai, cit.) quanto piuttosto verso l’attuale avversario e, forse, traditore della patria.

(Foto di Valentino Orsini/Fortitudo Pallacanestro Bologna)

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