Ridimensionata la drammaticità del crollo fisico con la vittoria di Ravenna e contemporanea sconfitta di Montegranaro a Treviso, la Fortitudo ha passato una settimana di tutta tranquillità, Mettendosi con il popcorn in mano a vedere gli spettacoli di casa Virtus (ovviamente parlando solo di questioni sportive, dato che il lutto di Bucci ha commosso anche l’Aquila, presente alla camera ardente e ai funerali) e valutando i progressi atletici di Cinciarini. La cui assenza si è sentita eccome, nel più classico dei concetti per cui capisci il valore di una cosa quando non ce l’hai. Senza la frusta che verticalizza l’attacco, specie in caso di stanchezza collettiva, certe fatiche si sono amplificate. E a Ravenna si è vinto di pura testa e cuore, dato che i muscoli sono sembrati ancora abbastanza appannati.

Si sa poi come possa essere volubile il mondo dei tifosi, che dopo Treviso parevano già disperati all’idea di uno sprint e del rischio di non arrivare in fondo, e che oggi sono tornati a fare calcoli su quando arriverà la matematica promozione: suggestivo che arrivi a Cagliari, quasi banale che arrivi a Forlì (sarebbe la quarta volta: per la cronaca, ad oggi, Forlì è il campo su cui la Fortitudo ha festeggiato di più in assoluto, Paladozza compreso). Ma se si potesse, non sarebbe il caso di trasportare tutto in città? Certo, a leggere queste righe Martino giustamente si dedicherà a riti apotropaici, per cui bypassiamo e ricordiamo che qualche vittoria ancora deve essere conquistata. E che non si sbuffi pensando che, pure essendo 21-3, ci si debba ancora preoccupare.

Piacenza (Bakery), quindi. Forse la neopromossa non si aspettava di essere così in difficoltà, visto il roster fatto soprattutto di esperienza e di volti su cui si poteva pensare di andare sul sicuro. Invece, la squadra di coach Di Carlo ha sì fatto il clamoroso gol del primo violar Antimo Martino, ma per il resto poco: sei sconfitte di fila, penultimo posto in classifica, e forte rischio di retrocessione diretta. Curiosamente, delle poche vittorie, alcune sono arrivate laddove non si credeva: detto dello sgambetto alla Effe, basti pensare che l’unica vittoria esterna i piacentini è stata, in novembre, contro Montegranaro. Insomma: poche ma buone, buone ma poche. Da poco ceduto Crosariol in serie A (e portato il lungo Spera), tutto viaggia attorno alle lune dell’esterno Voskuil, 18 punti di media e il 44% da 3 sebbene con alti e bassi. E a Marques Green, 9 punti, 7 assist, e la storica impressione che, contro la F, riesca a tornare giovane. Altrimenti, l’ex Pederzini (12 punti), l’antico Perego (8 punti): tutti nomi non sconosciuti, per chi sperava forse nei playoff e, oggi, deve lottare per non retrocedere.

( Foto Fabio Pozzati/ebasket.it )

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